Apple smentisce le ipotesi di obsolescenza programmata. E il Governo indaga.

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Apple nell'occhio del ciclone dopo le polemiche sull'abbassamento delle performance negli iPhone più datati. Partono inchieste e proposte di legge anti-obsolescenza programmata, ma Cupertino si difende: "Non peggioreremo mai le prestazioni dei nostri prodotti per spingere i nostri clienti a cambiare smartphone".

Si parla sempre di più di obsolescenza programmata in relazione ad Apple e alle polemiche che l'hanno colpita di recente. Tim Cook ha già rivelato che con iOS 11.3 consentirà di disabilitare il sistema che porta al rallentamento degli iPhone, ma questo non ha fermato la nascita di nuove class action e di azioni da parte dei Governi e dei legislatori di tutto il mondo.

"I consumatori di tutto il mondo hanno acquistato innumerevoli nuovi iPhone e sostituito le batterie dei loro cellulari, o addirittura hanno buttato i propri smartphone del tutto, a causa della mancanza di trasparenza da parte di Apple", aveva spiegato l'avvocato Scott Cole commentando la tardività del dietrofront di Cupertino.

E poi le proposte di legge –come quella presentata dai democratici nello Stato di Washington che, se approvata, porrebbe il divieto di vendita nello Stato di smartphone e device senza batteria rimovibile– e le indagini da parte delle agenzie di controllo di mezzo mondo, ultimi proprio gli States con –come riporta Bloomberg– un'indagine avviata dal Governo degli Stati Uniti che, tuttavia, sarebbe ancora nelle fasi iniziali.

Ma Apple non ci sta. "Abbiamo ricevuto alcune richieste di informazioni da parte di diverse agenzie governative –ha spiegato a Bloomberg una portavoce della Applea cui stiamo rispondendo in questo momento. Apple non farà mai, mai, nulla per accorciare intenzionalmente la vita dei suoi prodotti o depotenziare le loro performance per spingere i consumatori all'acquisto del modello successivo". É evidente che toccherà aspettare la fine delle indagini per avere chiarezza. Indagini che sono nate anche in Francia e in Italia, dove l'Antitrust, peraltro, indaga per gli stessi motivi anche sulla Samsung. A prova che, se esiste un problema, questo potrebbe non riguardare esclusivamente la compagnia oggi guidata da Tim Cook.

FONTE: Bloomberg
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