Apple Vision Pro, prime critiche dopo il lancio: nel mirino la funzione EyeSight

Apple Vision Pro, prime critiche dopo il lancio: nel mirino la funzione EyeSight
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Mentre gli scalper rivendono Apple Vision Pro in Europa a prezzi esorbitanti, dagli Stati Uniti arrivano le prime reazioni alla funzione EyeSight di Vision Pro, e purtroppo non sembrano essere positive: secondo una popolare testata americana, infatti, la feature "non funziona proprio".

Questo è quanto riportano i colleghi di Macworld, quantomeno. La funzion EyeSight è stata una di quelle a cui Apple ha dedicato più tempo quando ha presentato Apple Vision Pro alla WWDC del 2023: essa replica gli occhi dell'utente sullo schermo esterno del visore, contribuendo - in teoria - a far sentire chi sta indossando l'headset "meno isolato" dalle persone che lo circondano, e al contempo permettendo a queste ultime di "guardare negli occhi" l'individuo che si trovano di fronte.

Si tratta di una delle funzionalità esclusive di Apple Vision Pro, che contribuisce a umanizzare una tecnologia come la Realtà Virtuale, che in effetti prevede l'alienazione dell'utente dallo spazio fisico in cui si trova. Le immagini pubblicitarie e le demo di Apple Vision Pro mostravano la funzione EyeSight come una feature in grado di replicare gli occhi dell'utente con una precisione e un realismo incredibili, quasi facendo dimenticare il visore stesso.

Purtroppo, però, sembra che EyeSight abbia ancora molto da migliorare: Macworld, infatti, ha raccolto diverse immagini di esempio da una decina di utenti diversi (potete vederle nell'articolo originale della testata americana) che sembrano mostrare una funzione quasi incapace di adempiere al suo compito. In particolare, le immagini degli occhi sembrano distorte, in bassa risoluzione o poco realistiche, portando il portale a bocciare la feature.

"Il display EyeSight ha semplicemente troppi problemi. Il rendering degli occhi è in bassa risoluzione e sfocato, grazie in parte alla scarsa qualità del display e in parte agli effetti del lenti lenticolari", spiega il giornalista Jason Cross, che dice addirittura che il problema non potrà essere risolto via software, ma richiederà un nuovo hardware.