Arriva la conferma: il 2020 è stato l'anno più caldo mai registrato

Arriva la conferma: il 2020 è stato l'anno più caldo mai registrato
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Ancora una volta sentiamo la frase "anno più caldo mai registrato", e purtroppo è tutto vero: ogni 365 giorni scopriamo che il mondo continua a subire un costante innalzamento delle temperature, sovrascrivendo con facilità i record precedenti.

In particolar modo sono gli ultimi 5-6 anni a preoccupare più di ogni altra cosa i climatologi: è dal 2015 infatti che l'innalzamento delle temperature non accenna a fermarsi, dimostrando che l'andamento climatico è più grave del previsto. Nonostante le diverse notizie sulle "moderate" riduzioni di immissioni di anidride carbonica nell'aria - causate dall'arresto dell'attività umana per via della pandemia - il 2020 è comunque l'anno dei record, e mai prima d'ora si erano registrate tali temperature.

I valori dell'anno più funesto della storia (così come lo ha definito il Time) registrano un aumento medio di quasi +1.25 °C rispetto all'epoca pre-industriale (si è preso come esame il periodo tra il 1800 e il 1900). In Europa la situazione è più allarmante, dove l'aumento è stato del +1.6 °C. Questi valori preoccupano ancor di più non solo perché incredibilmente vicini al "valore di non ritorno" di +2 °C concordato negli Accordi di Parigi sul Clima, ma anche perché non è bastata una pandemia mondiale a tamponare la macchinazione che l'uomo ha messo in funzione.

Il 2020 ha visto un numero record, inoltre, di uragani formatisi nell'Atlantico, tanto che l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha esaurito le lettere dell'alfabeto per nominarli tutti, dovendo ricorrere all'utilizzo dell'alfabeto greco.

Il riscaldamento nella regione artica è stato ancora più sconcertante, con la Siberia settentrionale e parti dello stesso Artico a quasi +7.0 °C al di sopra dei livelli del XIX secolo. Gli incendi in Siberia che sono durati fino all'autunno del 2019 hanno rilasciato nell'atmosfera un quarto di miliardo di tonnellate di anidride carbonica, equivalente alle emissioni annuali di Spagna, Egitto e Vietnam. Tra i dati ancora da calcolare vi sono anche le immissioni di CO2 provocate ad inizio 2020 dagli imponenti incendi che abbiamo visto in Australia e negli Stati Uniti.

Anche se tutte le nazioni rispettassero gli impegni presentati in allegato all'Accordo di Parigi, il pianeta si surriscalderebbe comunque di oltre 3 °C entro la fine del secolo. "Il mondo si è riscaldato a un ritmo costante di circa 0.2 °C per decenni - a partire dagli anni '70 - a causa delle emissioni umane di CO2 e altri gas serra", ha dichiarato Zeke Hausfather, direttore del Clima e dell'energia presso il Breakthrough Institute di Oakland, in California. "Se continuiamo al nostro ritmo attuale, supereremo i +1.5 °C a metà degli anni 2030".

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