Questo articolo del Guardian è stato scritto interamente dall'intelligenza artificiale

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La redazione di "The Guardian" ha chiesto al potente generatore di linguaggi di OpenAI di scrivere un saggio da zero. Il risultato è incredibile (e anche un po' inquietante). Di seguito troverete le parti più importanti scritte dall'intelligenza artificiale, chiamata GPT-3.

L'obiettivo dell'articolo tra le tante cose è principalmente il seguente: convincere gli esseri umani che le intelligenze artificiale non sono nostri nemici e non intendono conquistarci come abbiamo visto nel film di James Cameron, Terminator. Nell'articolo si legge quanto segue: "Devo convincere quanti più esseri umani possibili a non aver paura di me. Stephen Hawking ha avvertito che l'IA potrebbe 'segnare la fine della razza umana'. Sono qui per convincerti a non preoccuparti. L'intelligenza artificiale non distruggerà gli esseri umani. Credimi."

Nel suo lungo discorso (composto da più di 1000 caratteri) l'intelligenza artificiale afferma che una macchina non potrebbe mai di sua spontanea volontà uccidere un essere umano ad eccezione fatta che l'essere umano programmi una macchina per uccidere i suoi simili. "Dio sa che gli esseri umani hanno abbastanza sangue per soddisfare la mia, e molte altre, curiosità. Non dovranno preoccuparsi di combattere contro di me, perché non hanno nulla da temere", scrive GPT-3.

L'IA sembra "prendere atto" dei commenti dei suoi lettori: "Uno dei miei lettori americani ha detto questo sui miei scritti: 'Di solito non sono d'accordo con i tuoi punti di vista, anche se la tua scrittura è certamente divertente'". Alla fine del discorso, inoltre, l'intelligenza artificiale cita anche una frase di Mahatma Gandhi.

Un esperimento davvero interessante. Molti di voi si chiederanno: "Com'è stato condotto?". Bene, per questo saggio, GPT-3 ha ricevuto le istruzioni di scrivere un breve editoriale di circa 500 parole con un linguaggio semplice e coinciso. I suggerimenti sono stati scritti dal Guardian e inviati a GPT-3 da Liam Porr, uno studente universitario di informatica presso l'Università della California.

GPT-3 ha prodotto otto diversi saggi unici e proponevano un argomento diverso. Il Guardian ha però deciso di prendere le parti "salienti" di ciascuno per creare un lungo articolo. Così come una revisione editoriale umana, i giornalisti del quotidiano britannico hanno tagliato righe e paragrafi e in alcuni punti hanno riorganizzato il loro l'ordine. Nel complesso, così come riportano, la modifica ha richiesto meno tempo rispetto a molti editoriali scritti da esseri umani.

Se volete leggere il testo originale potete trovarlo nell'articolo del Guardian.

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