Assange conferma: alcuni documenti pubblicati potrebbero provenire dalla Russia

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Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, parlandone corso di uno show radiofonico, ha affermato che i documenti pubblicati sulla sua piattaforma e riguardanti il partito democratico americano, trapelati a seguito della violazione di alcuni indirizzi email, potrebbero provenire dalla Russia.

Il giornalista tuttavia ha fermamente affermato che le e-mail ricevute non provengono dalla stessa fonte, ovvero quel Guccifer 2.0 la cui identità però non è nota nemmeno allo stesso Assange, il quale ha affermato che “la nostra fonte non è il governo Russo”.
La comunità d’intelligence internazionale è fermamente convinta che dietro l’hack ci sia il governo guidato da Vladimir Putin, che a giudicare da quanto emerso ieri sarebbe intervenuto in prima persona come vendetta personale nei confronti della candidata Hillary Clinton in quanto quest’ultima durante la presidenza Obama aveva avanzato l’ipotesi di brogli durante le elezioni russe.
Assange è fermamente convinto che non è stata la Russia a mandare i file al suo sito, ma ha affermato che “la fonte somiglia molto ai russi. In qualche modo però hanno un aspetto molto amatoriale, e quindi sono molto simili ai russi”. Nel corso dell’intervista, Assange ha anche sostenuto che WikiLeaks ha ricevuto tre pagine di informazioni su Trump e la Convenction Nazionale Repubblicana.
Il New York Times, infatti, citando alcuni funzionari dei servizi segreti si è detto convinto del fatto che la Russia abbia violato anche il partito repubblicano, ma ha scelto di non pubblicare i documenti in quanto sosteneva la candidatura di Donald Trump.

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