Questa bizzarra teoria del "mondo a specchio" può spiegare un mistero cosmologico

Questa bizzarra teoria del 'mondo a specchio' può spiegare un mistero cosmologico
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Attualmente ci sono due misurazioni diverse della costante di Hubble, il tasso di espansione del nostro universo, che non fanno dormire la notte gli scienziati. Non c'è una spiegazione principale per questa differenza, ma secondo una nuova teoria potrebbe essere colpa di alcune particelle che costituiscono un invisibile "mondo specchio" nel cosmo.

Questa idea non è nuova e risale a qualche decennio fa. Stiamo parlando dell'ipotesi dell'esistenza di una "materia speculare", che venne ideata a causa di una asimmetria nella forza nucleare debole, una delle quattro forze fondamentali della natura.

In poche parole questa anomalia, chiamata dai fisici "violazione della Parità", poteva essere risolta soltanto se, accanto alla materia ordinaria, esistesse un "universo specchio" fatto di particelle analoghe a quelle ordinarie ma con una chiralità invertita (se anche voi avete pensato a Death Stranding, qui cerchiamo di analizzarlo dal punto di vista scientifico).

Inoltre, alcune particelle elementari non rispettano una "legge di natura" chiamata dai fisici Simmetria CP. Questo, e tanti altri motivi, ha indotto a far ipotizzare gli scienziati l'esistenza di una versione speculare di tutte le particelle conosciute - e qui torniamo nella teoria del "mondo specchio".

Sebbene per adesso nessuna teoria suggerisca l'esistenza di questa "versione speculare" del cosmo, questo nuovo studio - pubblicato sulla rivista Physical Review Letters - afferma che se questa materia esistesse davvero è possibile, tra le tante cose, risolvere le problematiche delle osservazioni cosmologiche.

Ovviamente bisogna sottolineare che, sebbene molto affascinante, questo concetto è solo ipotetico (oltre a essere molto speculativo) ed è utilizzato per spiegare alcune problematiche delle equazioni.

"In pratica, questa simmetria in scala può essere realizzata solo includendo un mondo speculare nel modello: un universo parallelo con nuove particelle che sono tutte copie di particelle conosciute", ha affermato l'autore principale Francis-Yan Cyr-Racine, assistente professore presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università del New Mexico. "L'idea del mondo dello specchio è nata per la prima volta negli anni '90, ma in precedenza non è stata riconosciuta come una potenziale soluzione al problema costante di Hubble".

"Potrebbe sembrare folle a prima vista, ma tali mondi speculari hanno una vasta letteratura [...] poiché possono aiutare a risolvere importanti problemi nella fisica delle particelle", dichiara infine l'esperto. "Il nostro lavoro ci consente di collegare, per la prima volta, questa vasta letteratura a un importante problema della cosmologia".

Il modello degli scienziati ha però una lacuna: non riesce a spiegare l'abbondanza di elio e dell'isotopo di idrogeno deuterio all'inizio dell'universo.

FONTE: iflscience
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