Gli astronomi nuovamente in difficoltà sull'origine dei Fast Radio Burst

Gli astronomi nuovamente in difficoltà sull'origine dei Fast Radio Burst
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Un lampo radio veloce (Fast Radio Burst, FRB) è un fenomeno astrofisico ad alta energia che si manifesta come un impulso radio transitorio, con durata di pochi millisecondi. Si tratta di lampi molto luminosi provenienti da regioni del cielo esterne alla Via Lattea.

In pochi millesimi di secondo, queste esplosioni producono la stessa energia del Sole in quasi un secolo. I ricercatori conoscono le FRB solo dal 2007 e non hanno ancora una spiegazione convincente riguardo alle loro fonti. "La grande domanda è: 'cosa può produrre un FRB?'", dice Kenzie Nimmo, dottoranda all'Università di Amsterdam, durante una riunione al 235° incontro dell'American Astronomical Society.

Nel 2016, però, un evento ha dato una grande mano agli scienziati: un lampo radio veloce ripetuto. Era la prima volta. Il segnale ripetuto fu ricondotto a una galassia nana con un alto tasso di formazione stellare a 3 miliardi di anni luce di distanza da noi. La galassia contiene una fonte radio persistente, probabilmente una nebulosa, che potrebbe spiegare l'origine del FRB, afferma Nimmo. Gli astronomi, successivamente, sono riusciti a scovare la fonte di altri segnali, che provenivano sempre da luoghi in cui la formazione stellare era alta. Così, gli addetti ai lavori credevano di aver capito cosa provocasse i famigerati lampi veloci, almeno fino ad oggi.

Una nuova scoperta, infatti, potrebbe "mettere i bastoni tra le ruote" alla teoria degli scienziati. Una recente osservazione del Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME), ha scovato un FRB in una galassia a spirale come la nostra Via Lattea che è sorprendentemente vicina, a soli 500 milioni di anni luce di distanza.

Nonostante abbia localizzato con precisione il FRB, il team non è stato in grado di rilevare alcuna fonte radio che potesse spiegare le esplosioni misteriose. Ancora peggio, questa nuova entità sembra non adattarsi ai modelli stabiliti dai precedenti FRB. "Questo è completamente diverso da quello che abbiamo visto negli altri FRB", afferma Benito Marcote, un radioastronomo e autore principale dell'articolo pubblicato sulla rivista Nature.

I ricercatori sperano che i dati successivi possano aiutarli a capire cosa sia questo segnale. Fino ad allora, però, potrebbero dover continuare a cercare una soluzione a questo ingarbugliato mistero.

FONTE: space.com
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