L'attività sessuale degli astronauti sarà essenziale per i viaggi interplanetari: perché?

L'attività sessuale degli astronauti sarà essenziale per i viaggi interplanetari: perché?
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Fino ad oggi i viaggi spaziali si sono limitati a distanze e tempistiche relativamente brevi, contemplando l’orbita lunare (con relativo allunaggio). Quale potrebbe essere l'impatto psicologico sugli astronauti, prolungando la durata di tali viaggi? Riguardo questa eventualità è necessario considerare la possibilità di una sana attività sessuale.

Ormai è ampiamente sdoganato l’imminente obiettivo dei programmi spaziali globali: colonizzare il pianeta rosso. A questo proposito agenzie come la NASA e SpaceX stanno lavorando non solo alle tecnologie che permetteranno agli astronauti di raggiungere Marte (di cui sono state stimate le tempistiche di raggiungimento) ma anche a tutta una serie di problematiche psicologiche, che potrebbero affiorare a causa dei lunghi periodi nello spazio profondo.

Uno dei bisogni da valutare, in relazione al benessere psicofisico dei cosmonauti, è quello sessuale e non solo con finalità riproduttive. In quanto specie prossima ai viaggi interplanetari, l’essere umano dovrà costruire non solo navicelle più potenti e veloci, ma costituire delle vere e proprie comunità temporanee (o perenni), in cui gli individui, oltre al funzionamento della strumentazione, dovranno badare al benessere psicofisico dei suoi componenti.

Uno step concreto e attuabile è quello di smettere di considerare gli astronauti come degli automi, dediti ad un compito tecnico e asettico, rendendoli nuovamente esseri umani con bisogni e necessità da soddisfare. A questo scopo si rende necessario l’avvento di una nuova branca della psicologia, la “sessuologia spaziale”.

Fondamentale per questo nuovo approccio è comprendere che, una volta in viaggio e giunti su pianeti sconosciuti, gli individui dovranno costituire comunità stabili e fiorenti. In questo scenario la salute psicologica del singolo e la prosperità delle interazioni sociali saranno determinanti.

La salute mentale degli astronauti è un punto cardine per le prestazioni e il successo delle missioni. Forme di erotismo e il soddisfacimento dei bisogni sessuali ed emotivi potrebbero rendere i viaggi spaziali e la permanenza su altri mondi molto più piacevoli, così da non inficiare sul benessere della psiche dell’individuo.

La sessualità è un argomento che le agenzie spaziali non hanno ancora deciso di prendere in considerazione ed affrontare efficacemente ma, con l’avvento delle spedizioni interplanetarie, sarà necessario effettuare un superamento dei taboo e dei pregiudizi riguardanti la materia sessuale e il pull di sentimenti e pulsioni ad essa associati.

L’approccio auspicato permetterà di conferire ai cosmonauti del futuro l'opportunità di viaggiare per lunghi periodi nello spazio profondo, senza soffrire delle ripercussioni psicologiche. Queste ultime, infatti, non solo sarebbero deleterie per gli individui e le potenziali comunità in erba, che da questi saranno generate, ma rischieranno di compromettere a tutti gli effetti le missioni stesse e il progresso scientifico spaziale.

FONTE: Phys
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