Gli autisti di Uber hanno scioperato in vista del debutto in borsa

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Siamo abituati a collegare ad Uber la parola sciopero, ma normalmente le rimostranze sono state condotte dai tassisti contrari alla concorrenza. Storia diversa quella di ieri, gli autisti hanno scioperato in tutto il mondo per chiedere più diritti. Lo hanno fatto proprio alla viglia del debutto a Wall Street dell'azienda.

Debutto che è atteso per questa sera, ieri c'è stata la finalizzazione della strategia dell'operazione. Le proteste non solo negli USA, in particolare a New York, città che ospita la piazza d'affari più importante del mondo, ma anche a Londra e in Europa. La protesta ha incontrato il sostegno anche di alcuni politici democratici di rilievo, come Bernie Sanders.

"The gig economy is all about exploiting workers by taking away our rights", ha detto, motivando la sua protesta, Sonam Lama, che lavora come autista di Uber dal 2015. È finita la luna di miele degli anni passati, dove molti driver parlavano con ammirazione dell'azienda, raccontando di come avessero trovato un modo per tirare a campare e fare non pochi soldi.

Sanders ha invece criticato il lauto bonus di 50 milioni di dollari dato al CEO dell'azienda. L'alleanza dei driver (non solo quelli di Uber, ma pure della concorrente Lyft) chiede lo stop della tariffazione decisa unilateralmente dall'azienda, e la riduzione delle disattivazione dei driver (una cosa che può succedere ad esempio dopo troppi feedback negativi).

FONTE: The Verge
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