Avere lo smartphone nelle vicinanze compromette le capacità cognitive, secondo uno studio

di

Durante le conversazioni con altre persone, siamo spesso interrotti dalle notifiche. E' evidente, dunque, che interagire con gli smartphone faccia parte delle nostre vite. Ma possono influenzare i nostri pensieri anche quando sono semplicemente vicini? A quanto pare sì, secondo questo nuovo studio.

Nello studio, pubblicato su Harvard Business Review, circa 800 persone hanno completato attività progettate per misurare la loro capacità cognitiva. Nella prima fase, i partecipanti hanno risolto simultaneamente problemi di matematica. In seguito, essi hanno visionato una serie di immagini che andavano a formare uno schema che doveva essere completato. Questi "compiti" rilevano la capacità delle persone di ragionare e risolvere nuovi problemi.

Il metodo di test è semplice: prima di completare questi compiti, il team ha chiesto ad una parte dei partecipanti di posizionare i loro smartphone di fronte a loro o tenerli in tasca, mentre le restanti persone hanno dovuto lasciarli in un'altra stanza. È importante sottolineare che tutti i dispositivi avevano avvisi sonori e vibrazioni disattivate, quindi i partecipanti non potevano essere interrotti dalle notifiche.

I risultati sono stati sorprendenti: le persone che hanno completato questi compiti mentre i loro smartphone si trovavano in un'altra stanza hanno dato il meglio, seguiti da quelli che hanno lasciato i loro telefoni in tasca. All'ultimo posto, invece, troviamo le persone con gli smartphone davanti a loro. Insomma, i partecipanti si sono comportati peggio quando i loro dispositivi mobili si trovavano nelle vicinanze, e migliori quando erano invece in un'altra stanza. Pertanto, il semplice fatto di avere i loro smartphone sulla scrivania ha portato a una piccola, ma statisticamente significativa, compromissione della loro capacità cognitiva. Un "downgrade" pari agli effetti causati dalla mancanza di sonno.

Quanto è interessante?
7
Avere lo smartphone nelle vicinanze compromette le capacità cognitive, secondo uno studio