Gli avvistamenti di mostri marini possono essere spiegati dai "peni" delle balene

Gli avvistamenti di mostri marini possono essere spiegati dai 'peni' delle balene
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In alcuni testi antichi vengono riportati avvistamenti di alcuni "mostri marini", come ad esempio il Kraken, raccontato nel 1180 da parte del re Sverre di Norvegia. In poco tempo il mito divenne popolare e gli avvistamenti iniziarono a moltiplicarsi; oggi sappiamo che, molto probabilmente, il kraken non era nient'altro che un calamaro gigante".

Non solo questa gigantesca creatura tentacolare: nel corso dei secoli sono stati avvistati anche altri mostri marini, come i "serpenti giganti". Il primo avvistamento venne riportato dal missionario luterano danese Hans Egede, il 6 luglio 1734, quando vide "una creatura terribile, che non assomigliava a nulla di ciò che avevano visto prima".

"Il mostro - scrisse Egede - alzò la testa così in alto che sembrava essere più alto del nido del corvo sull'albero maestro. La testa era piccola e il corpo corto e rugoso". Un vincitore del premio Ig Nobel Charles Paxton ha esaminato questo e altri avvistamenti di serpenti marini nel 2005, per cercare una possibile spiegazioni. La soluzione non è tardata ad arrivare.

Secondo quanto riferito, dopo aver confrontato fotografie e descrizioni moderne, molti di questi resoconti potevano essere collegati in realtà ai "peni" delle balene (potrete vedere un'immagine in calce alla notizia). Molte delle grandi balenottere hanno lunghi peni simili a serpenti. I peni della balena franca nordatlantica e della balena grigia possono essere rispettivamente lunghi almeno 1,8 metri e lunghi 1,7 metri e potrebbero essere considerati come una coda di qualche "serpente marino gigante".

In particolare, i marinai a bordo della nave mercantile Pauline nel 1875 raccontarono di aver visto un serpente marino che descrissero come un "pilastro biancastro"; questa creature venne vista in mezzo a un branco di capodogli... la risposta all'avvistamento sembra essere più che palese. Ovviamente la suggestione e i racconti dell'epoca non fecero altro che alimentare questi avvistamenti e, senza risposte, la mente dei marinai cercare la soluzione più adatta a quello che avevano visto.

Oggi, fortunatamente, gli scienziati riescono a spiegare la stragrande maggioranza di questi "avvistamenti" anomali.

FONTE: iflscience
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