Le balene entrano in "modalità silenziosa" quando si trovano vicino ad un predatore

Le balene entrano in 'modalità silenziosa' quando si trovano vicino ad un predatore
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Uno studio pubblicato sulla rivista Biology Letter ha messo in luce come le balene che stanno accudendo un cucciolo utilizzino un linguaggio segreto, nascosto, per fare un paragone con il nostro quasi sussurrato, in presenza di un predatore.

Le balene sono tra i mammiferi marini più grandi, se non i più grandi. Queste loro dimensioni, da adulti, le rendono delle prede molto impegnative da cacciare e, spesso, proprio grazie alla loro taglia, gli esemplari adulti sono tranquilli in presenza di un predatore.

La stessa cosa non si può dire per i cuccioli di questi cetacei che, viste le loro dimensioni ridotte, possono diventare facile preda di cacciatori più grandi di loro come squali od orche. Se poi si pensa che squali e orche, per cacciare, fanno affidamento sui suoni emessi dalle loro prede, ecco che la comunicazione tra madre e figlio risulta fondamentale per non attirare l’attenzione del predatore.

Secondo lo studio, quindi, in presenza di un potenziale predatore la madre cambia il modo di comunicare con il figlio rendendo i suoi suoni non facilmente udibili dai predatori, aumentando le possibilità di non farsi trovare dai carnivori. Le balene sono, infatti, solite comunicare usando segnali acustici a bassa frequenza. Questi segnali possono viaggiare per lunghissime distanze prima di affievolirsi e scomparire.

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito il suono che questi enormi cetacei emettono quando si trovano in natura. Gli esemplari adulti o le femmine incinta possono permettersi di “farsi sentire” perché, come abbiamo detto, difficilmente vengono predati. Ben diverso quando le madri sono con i loro piccoli che non hanno la capacità di difendersi.

Questi suoni vengono, quindi, smorzati dalle madri quando ci sono i predatori nelle vicinanze, diminuendo l’ampiezza della lunghezza d’onda oppure semplicemente esse emettono meno suoni, o ci possono essere entrambi questi fattori.

Ovviamente il vantaggio di emettere suoni con ampiezze minori permette al piccolo di sentire (come se la madre stesse sussurrando al suo orecchio) ed al predatore risulta più difficile individuare la preda.

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