Banda ultralarga, gli operatori: "le Big Tech devono contribuire", Google insorge

Banda ultralarga, gli operatori: 'le Big Tech devono contribuire', Google insorge
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Gli amministratori delegati di TIM e Fastweb hanno sottoscritto, insieme ad altre 14 personalità del settore, una proposta che mira a coinvolgere le big tech nella realizzazione delle infrastrutture per portare la banda ultralarga nel paese.

La lettera mira a coinvolgere gli OTT, principalmente Google, Amazon e Facebook negli investimenti che servono alla realizzazione delle infrastrutture che servono per incrementare la copertura della banda ultralarga.

Nel documento ripreso da CorriereComunicazione, si legge che “i maggiori generatori di traffico dovrebbero contribuire in modo equo agli ingenti costi che attualmente impongono alle reti europee. Dobbiamo fare in modo che l’Europa non soffra di scarsità di infrastrutture digitali”. I CEO delle sedici società sostengono che “un contributo equo andrebbe a vantaggio innanzitutto dei consumatori, in quanto consentirebbe una diffusione più rapida e inclusiva, con maggiore copertura, resilienza e qualità. Ne beneficerebbero anche le piccole e medie imprese, che di recente hanno espresso la necessità che le aziende tecnologiche accelerino con la copertura del 5G e la fibra ottica”, in quanto fondamentali per il loro sviluppo e per la competitività.

L’idea, che viene delineata nei dettagli nel file PDF che abbiamo linkato poco sopra, però, non trova riscontro in Google che l’ha definita “vecchia e controproducente”.

Il motore di ricerca, per bocca di Matt Brittin, ha osservato che “non è un’idea nuova e metterebbe a repentaglio molti dei principi dell’internet aperto”, ma potrebbe avere un effetto negativo anche sui consumatori, provocando un aumento dei prezzi.

FONTE: CorCom
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