Basi scientifiche e test nucleari: La Luna ha rischiato grosso in passato

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Già prima delle missioni Apollo, e del famoso "primo passo" sulla Luna del 1969, sapevamo quanto il nostro satellite fosse un luogo desolato, grazie anche a scienziati e scrittori di fantascienza. Eppure, sia la NASA che l'ex Unione Sovietica hanno sempre avuto l'interesse nell'elaborare piani per costruire basi lunari... e non solo. Ma come mai?

Probabilmente per usi strategici, starete giustamente pensando, ed in effetti la domanda se la sono posta anche le autrici di un recente trattato storico pubblicato su "Acta Aeronautica". Secondo infatti Sandra Haeuplik-Meusburgera, dello Space-craft Architektur di Vienna, ed Olga Bannova dell'Università di Houston in Texas, vi sarebbero state anche ragioni scientifiche positive per giustificare la costruzioni di tali avamposti.

Già poco dopo la sua creazione, nel 1958, la NASA iniziò da subito a progettare basi lunari, con alcune proposte anche molto interessanti che circolavano nel settore dell'esplorazione spaziale, sia da parte dell'aeronautica che dall'esercito.

Tra queste, l'ipotesi più affascinante fu dell'Air Force, con il Progetto LUMAN del 1958. Comprendeva un obiettivo diviso in tre parti per portare gli astronauti militari sulla Luna entro il 1964.

Il primo passo fu chiamato Man In Space Soonest (o MISS). Con l'obiettivo di inviare i primi umani nello spazio, preferibilmente prima che lo facessero i sovietici. Una volta realizzato, il passo successivo sarebbe stato quello di implementare LUREC (o Lunar Reconnaissance). Con l'invio di un orbiter sul nostro satellite che avrebbe testato una prima fase di atterraggio sul suolo lunare ed il conseguente rientro sulla Terra. A quel punto, sarebbe iniziata l'ultima fase che avrebbe portato le prime persone sulla Luna entro la scadenza prefissata del 1964.

È interessante notare come Neil Armstrong figurasse in un ruolo di primo piano anche nel gruppo di astronauti che sarebbero dovuti essere coinvolti nell'iniziativa. Questo programma proposto dall'Air Force fu poi cancellato, venendo sostituito dal noto Progetto Mercury. Come tutti sappiamo, infatti, Armstrong volò comunque nello spazio e divenne la prima persona a mettere piede sulla Luna. Diciamo che il suo futuro era comunque già stato scritto.

Non volendo essere escluso dalla corsa allo spazio, l'esercito americano non si è comunque dato per vinto, ideando il Progetto Horizon nel 1959. Uno studio di fattibilità per una eventuale base militare lunare, in cui anche il famoso Wernher von Braun aveva preso parte. Idee mai realizzate ma che sono sopravvissute per essere poi inserite nel più fattibile Progetto Apollo.

Concludiamo con una delle idee più bizzarre, e per fortuna mai concretizzata, sempre (guarda caso) dell'Air Force. Un piano segreto per inviare una bomba nucleare sulla Luna e farla esplodere. No, non stiamo scherzando. I pianificatori avevano in mente di utilizzare il suolo del nostro satellite proprio per testare la potenza delle armi atomiche, ed eventuale spianare letteralmente la strada per delle future basi scientifiche.

Cosa rimane di questi progetti passati? Sicuramente l'obiettivo di riuscire a colonizzare la Luna. Con le missioni del programma Artemis la Nasa proverà a riportare l'umanità sul nostro satellite ed a realizzare le prime strutture extra-terrestri. Purtroppo, dopo essere stato nuovamente rimandato il lancio di Artemis 1 è ora previsto per metà novembre.

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