Battere il cancro e vivere 150 anni? Ecco l'"elisir di lunga vita" della tartaruga gigante

Battere il cancro e vivere 150 anni? Ecco l''elisir di lunga vita' della tartaruga gigante
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La testuggine delle Galapagos è una specie dalle caratteristiche impressionanti. Può raggiungere altezze di 1.50 m ed un peso di 300 kg, ma le peculiarità più straordinarie della specie sono la resistenza ai tumori e la longevità, che le consente di superare i 150 anni. Ma cosa permette a queste imponenti creature di essere così coriacee?

Uno studio, condotto da ricercatori statunitensi, mediante l’analisi genetica delle creature, ha appurato che il segreto della loro longevità e della resistenza alle neoplasie risiede nel loro DNA. Nello specifico si tratta della caratteristica genetica di possedere copie supplementari di geni, in grado di correggere i danni provocati da fenomeni di invecchiamento e mutazioni neoplasiche. L’aspettativa di vita di queste creature è decisamente notevole ma, di certo, niente di paragonabile all’essere vivente più longevo sulla Terra.

Dagli esperimenti dei ricercatori è emerso che le cellule dei “rettili vegliardi” sono molto più sensibili a fenomeni di stress relativi al danneggiamento delle proteine. In tal modo, qualora subiscano processi deleteri o nocivi, le cellule si “autodistruggono” mediante un processo noto come apoptosi cellulare.

In questo modo le cellule mutate o danneggiate vengono subito estromesse e sostituite, così da non degenerare in cellule tumorali.

"In laboratorio, possiamo stressare le cellule in modi che sono associati all'invecchiamento e vedere come resistono a quel disagio. E si scopre che le cellule di tartaruga delle Galápagos sono davvero, davvero brave a uccidersi prima che lo stress abbia una possibilità di causare malattie come il cancro" ha dichiarato Vincent Lynch, biologo evoluzionista dell'Università di Buffalo.

I dati dello studio rappresentano una risorsa inestimabile nella comprensione dei processi biologici associati ad animali di grande stazza. Biologicamente, infatti, animali di grandi proporzioni e longevi, possedendo un numero maggiore di cellule, sono maggiormente esposti alle mutazioni cancerogene. In questo caso, grazie alla sensibilità cellulare e agli stringenti meccanismi di apoptosi, le cellule “difettose” vengono eliminate prima che possano ledere l’organismo.

L’obiettivo della ricerca è incentrato sul comprendere questo tipo di meccanismi e, in futuro, sfruttarne i benefici per la salvaguardia della salute umana.

Secondo Lynch, infatti, "Se riesci a identificare il modo in cui la natura ha fatto qualcosa, il modo in cui alcune specie hanno evoluto le protezioni, forse puoi trovare un modo per tradurre quelle scoperte in qualcosa che giovi alla salute e contrasti le malattie umane" e continuando "Non tratteremo gli esseri umani con i geni delle tartarughe delle Galapagos, ma forse possiamo trovare un farmaco che imiti determinate funzioni importanti".

Scott Glaberman, primo autore dello studio e assistente professore presso la George Mason University, suggerisce "Le specie estreme come le tartarughe giganti delle Galapagos probabilmente nascondono molti segreti per affrontare le principali sfide umane come l'invecchiamento e il cancro e persino i cambiamenti climatici”.

Lo studio permette anche di consolidare l’importanza della biodiversità animale, in quanto risorsa inestimabile per comprendere il mondo che ci circonda e preservare le specie che lo abitano.

Una specie estinta significa perdere per sempre un pezzo di biologia unico nel suo genere" conclude Glaberman.

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FONTE: Phys
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