Batteri super resistenti: Un nuovo farmaco ne combatte oltre 300

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Purtroppo, nel corso dei decenni, l'antibiotico-resistenza dei batteri è diventata un vero flagello medico e farmaceutico. Ad esempio, le infezioni del tratto urinario, che sono molto comuni, sono sempre più difficili da trattare proprio perché i patogeni responsabili stanno diventando estremamente resistenti a molti antibiotici. Cosa fare allora?

In un nuovo articolo su ACS Central Science, i ricercatori hanno illustrato le proprietà di una nuova molecola capace di inibire i batteri resistenti ai farmaci negli esperimenti di laboratorio, così come nei topi affetti da polmonite ed infezioni del tratto urinario.

Questo composto, la fabimicina, secondo gli esperti potrebbe un giorno essere usato per trattare infezioni difficili anche negli esseri umani. Una possibile soluzione alla sempre più temibile antibiotico-resistenza.

D'altronde, i batteri Gram-negativi sono una classe di microbi capaci di infettare milioni di persone in tutto il mondo. Pensate che, secondo i Centri Statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDCp), sono la causa principale di patologie come polmonite, infezioni del tratto urinario ed infezioni del flusso sanguigno.

Questi batteri sono inoltre particolarmente difficili da trattare perché hanno efficaci sistemi di difesa: pareti cellulari resistenti che tengono fuori la maggior parte degli antibiotici, pompe che rimuovono efficacemente i farmaci che entrano al loro interno, oltre alla capacità di mutare per eluderli.

Inoltre, i pochi trattamenti che funzionano contro di loro non sono molto specifici, sradicando molti tipi di batteri, compresi quelli benefici. Proprio per ovviare a questo problema, Paul Hergenrother, docente di chimica presso l'Università dell'Illinois, ed alcuni colleghi hanno voluto progettare un farmaco che potesse infiltrarsi nelle difese dei batteri gram-negativi, così da curare le infezioni pur lasciando intatti altri microbi utili.

Il team è partito da un antibiotico attivo contro i batteri gram-positivi, per poi apportare una serie di modifiche strutturali che ritenevano avrebbero consentito di agire contro i ceppi gram-negativi.

Uno dei composti realizzati, chiamato fabimicina, si è dimostrato potente contro più di 300 isolati clinici resistenti ai farmaci, pur rimanendo relativamente inattivo verso alcuni agenti patogeni gram-positivi ed alcuni batteri tipicamente innocui che vivono nel, o sul, corpo umano.

Inoltre, la fabimicina, nei topi con polmonite o infezioni del tratto urinario, ha ridotto la quantità di batteri resistenti ai farmaci a livelli pre-infezione o addirittura inferiori, ottenendo prestazioni pari o migliori rispetto agli antibiotici esistenti ed usati di solito.

I risultati mostrano come la fabimicina potrebbe un giorno essere un trattamento efficace per le infezioni ostinate. Un obiettivo che i ricercatori sperano di raggiungere al più presto per avere a disposizione un'ulteriore arma contro l'antibiotico resistenza.

Rimanendo in tema, sapete come fanno i batteri ad imbrogliare gli antibiotici?

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