Bill Gates sul Coronavirus: "una pandemia era prevedibile, si potevano ridurre i danni"

Bill Gates sul Coronavirus: 'una pandemia era prevedibile, si potevano ridurre i danni'
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Bill Gates sta lavorando alacremente per dare il proprio contributo alla lotta contro il Coronavirus. Il filantropo ex CEO di Microsoft, in un'intervista a Betsy McKay del Wall Street Journal, ha respinto l'etichetta di essere un visionario, ma ha affermato che dal momento che una pandemia era prevedibile, si poteva fare qualcosa.

Nelle ultime settimane, infatti, è diventato nuovamente popolare un discorso tenuto da Bill Gates nel 2015, in cui parlava di un "virus altamente contagioso in grado di ammazzare 10 milioni di persone".

A riguardo il fondatore del colosso di Redmond ha affermato di essere molto dispiaciuto, in quanto l'obiettivo del discorso era "aprire un dibattito. Potevamo agire preventivamente per minimizzare i danni provocati dalla pandemia".

Gates si è anche mostrato molto cauto sulla questione dei vaccini: nel corso della chiacchierata ha infatti osservato che l'industria farmaceutica non ha mai sviluppato un nuovo vaccino in meno di cinque anni, ma chiaramente spera che quello per Sars-CoV-2 sarà disponibile nel giro di diciotto mesi. Anche nel caso in cui gli studi dovessero concludersi a stretto giro di orologio, però, gli ostacoli sono tanti.

Una volta trovato il vaccino infatti bisognerà distribuirlo, ed in questo frangente centrale saranno le case farmaceutiche. L'imprenditore però sta lavorando con i dirigenti farmaceutici per risolvere un problema di natura pratica che potrebbe rallentare la diffusione del siero: trovare abbastanza fiale di vetro. Perchè? Perchè, come osservato da Gates, "nessuno ha mai fatto 7 miliardi di vaccini".

Bill Gates si è detto pronto a finanziare di tasca sua il vaccino di Oxford, qualora i test dovessero dare i frutti sperati.

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