Biologi pronti a rivoluzionare il mondo dei materiali con... i batteri

Biologi pronti a rivoluzionare il mondo dei materiali con... i batteri
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I ricercatori dell’Università del Colorado stanno progettando degli speciali “biomattoni” utilizzando dei batteri che sono in grado di convertire sabbia, sostanze nutritive ed altre materie in prime in cemento biologico, nello stesso modo in cui i coralli sintetizzano le barriere coralline.

I materiali viventi ingegnerizzati, o ELM, utilizzano le cellule batteriche per creare dei materiali strutturali inerti che potrebbero sostituirsi al cemento o al legno per la costruzione di qualsiasi cosa, dalle piste aeroportuali ai mobili. “Le cellule possono diventare degli incredibili impianti di fabbricazione, e stiamo cercando di sfruttarle per costruire tutto ciò che vogliamo” ha affermato Neel Joshi, un esperto ELM.

Per costruire i mattoni è richiesta una enorme quantità di energia, e questo processo genera centinaia di milioni di tonnellate di emissioni di carbonio ogni anno. La società bioMASON è stata tra le prime ad utilizzare i batteri anziché il calore, li ha sfruttati per convertire dei nutrienti in carbonato di calcio che indurisce la sabbia trasformandola in un robusto materiale da costruzione, e tutto il processo avviene a temperatura ambiente.

I produttori di ELM voglio sfruttare i microbi per produrre anche dei biomateriali da utilizzare nel corpo umano. I batteri trasudano naturalmente proteine che si legano tra loro per formare un’impalcatura fisica. Questa struttura, nota come biofilm, può ad esempio essere utilizzata per proteggere il rivestimento dell’intestino, che si erode nelle persone con patologie infiammatorie croniche creando ulcere dolorose. Se l’approccio funzionasse i medici potrebbero inoculare i pazienti con una forma ingegnerizzata dei batteri che normalmente risiedono nel nostro intestino.

Un altro team di ricercatori dell’Università di ShanghaiTech vuole sfruttare il biofilm per uno scopo diverso, “disintossicare” l’ambiente, similmente a quanto fatto dallo studio che ha sperimentato i microbi mangia plastica. Uno dei loro batteri è in grado di produrre una proteina chiamata TasA, la quale è capace di degradare un composto tossico industriale chiamato acido tereftalico 2-idrossietile o MHET. “Penso che tra 10 anni troveremo le cellule viventi in un’intera gamma di prodotti” ha concluso lo scienziato Christopher Voigt, tuttavia le questioni normative potrebbero rallentare i progressi nel campo dell’ELM.

FONTE: ScienceMag
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