Bitcoin: non più la valuta preferita dai criminali, ma (forse) ci si pagherà le tasse

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Il mondo dei bitcoin è in costante evoluzione, così, capita che nell'arco di poco tempo arrivino due notizie che potrebbero invertire un trend che accompagna la valuta dalla sua creazione. Nel deepweb i criminali sono sempre meno inclini ad usarli come valuta per i loro traffici illeciti, mentre l'Arizona li vuole come valuta per pagare le tasse.

Successo o fallimento del progetto bitcoin dipendono in larga parte dalla loro capacità di entrare nel mainstream. O si arriva ad un contesto in cui saranno seriamente una valuta con cui farci la spesa, utilizzata anche da casalinghe ed impiegati (e non solo da geek e speculatori), o difficilmente il loro futuro sarà particolarmente roseo.

Ma per la gente comune esistono, nei fatti, due grandi ostacoli che alimentano una certa diffidenza nei confronti della criptovaluta: l'ostilità delle istituzioni, e la nomea dei bitcoin come valuta preferita –nei migliori dei casi– da trafficanti di vario tipo, se non addirittura da sicari e pedofili. E poi la diffidenza delle istituzioni, spesso e volentieri più interessate a fare la guerra alle cripto, più che ad accettarle come strumenti validi.

Luoghi comuni? Certo, ma si parla comunque di una percezione ben radicata nel sentire comune che rischia di allontanare molte persone da questo mondo. Ecco che a distanza di pochi giorni l'una dall'altra arrivano un paio di notizie che forniscono un assist micidiale alla valuta ideata da Satoshi Nakamoto:

  • Aumenta sempre di più il disinnamoramento della criminalità per la valuta, lo spiega un report di Recorded Future riportato da CNet: l'analisi di oltre 150 e-store del mercato nero sembrerebbe suggerire un progressivo distaccamento dei criminali dai bitcoin. Commissioni troppo alte e tempi di attesa per le transazioni insopportabili. In alcuni casi il criminale deve aspettare anche un giorno intero prima di ricevere i soldi, il che alimenta le possibilità di essere raggirati. Per Recorded Future nei prossimi 12 mesi i criminali potrebbero puntare tutto su litecoin.
  • In Arizona arriva una proposta di legge per consentire ai cittadini di usare i bitcoin come valuta per pagare tasse e imposte. Il disegno di legge è stato presentato dal membro del Senato locale Jeff Weninger, che è un esponente della maggioranza repubblicana. Nelle ambizioni del senatore c'è la speranza che questa iniziativa possa essere un segnale per tutti gli Stati Uniti. Un modo affinché in futuro si parli dell'Arizona come lo Stato per eccellenza quando si tratta di blockchain e criptovalute. Ma non è solo una mossa di marketing per attirare nuovi investimenti: "penso che i cittadini dovrebbero essere in grado di pagare le tasse a casa, anche nel mezzo della notte o quando si sta guardando la TV", ha spiegato Jeff Weninger. "Credo che tra un paio di anni sarà una cosa scontata". La proposta è già passata nella commissione finanza, ora si attende il voto dell'assemblea. Chiaramente non manca un certo scetticismo, alcuni democratici, ad esempio, hanno chiamato la proposta irresponsabile sottolineando come la volatilità della valuta rischi di compromettere le casse dello Stato.
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