Boccia: la Web Tax va cambiata, deve riguardare anche l'e-commerce

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Della Web Tax abbiamo più volte parlato su queste pagine negli ultimi mesi, dal momento che l'Italia è uno dei principali sponsor a livello europeo della nuova imposta, che è stata inserita nella manovra finanziaria.

Negli ultimi giorni, l'imposta è stata discussa presso le commissioni del Senato e Camera, che hanno ipotizzato delle possibili modifiche.

Tra questi figura Francesco Boccia, Presidente della Commissione Bilancio alla Camera, nonchè relatore della Manovra, il quale ha auspicato una modifica per abbracciare anche il settore dell'e-commerce.

Boccia ha definito la tassa "una cosa molto seria" e proprio per questo motivo "bisogna metterci dentro anche il commercio" online. Anche con un'imposta all'1%, infatti, secondo il politico, "si fa tanto gettito, un gettito serio, importante. Penso che si debba arrivare alla stabile organizzazione obbligatoria e poi discutere di che tipo di imposta".

L'esponente della maggioranza sostiene che l'attuale 6% "viene fuori solo per i servizi e solo per i servizi business to business e mi sembra un po' poco, marginale. Mettendo dentro il commercio, anche con l'1%-2% si fa tanto gettito in più e potremmo riversare tutto quel gettito alla riduzione della pressione fiscale".

E' ormai noto che l'emendamento di Massimo Muchetti prevede che lo Spesometro monitori i big della rete che dovranno versare nelle casse dello stato il 6% sulle transazioni digitali, ma la proposta di Boccia prevede una nuova web tax, anticipata al 2018 e modificata all'1 o 2 per cento, a patto che comprenda anche i servizi di e-commerce.