Il bombardamento a Dresda: l'evento che 76 anni fa segnò per sempre la "Firenze dell'Elba"

Il bombardamento a Dresda: l'evento che 76 anni fa segnò per sempre la 'Firenze dell'Elba'
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Contare con precisione gli eventi tragici che coinvolsero i civili durante la Seconda Guerra Mondiale risulta quasi impossibile. Fra questi, sfortunatamente, vi rientra il bombardamento di Dresda, attuato tra il 13 e il 15 Febbraio del 1945 dagli aerei inglesi ed americani. In quei tre giorni morirono circa 25 mila civili, o forse di più.

Fino agli ultimi mesi del 1944, questa città tedesca era sempre stata risparmiata dagli attacchi dei bombardieri alleati. La situazione cambiò quando divenne evidente che la Germania cominciava a perdere terreno sui suoi confini.

Il gruppo alleato anglo-americano aveva in mente un preciso piano: impedire che le truppe naziste si muovessero da ovest verso est. Per far questo, si credeva che colpire i principali centri di produzione, come raffinerie, fabbriche di jet e cantieri per la costruzione di sottomarini, potesse bastare. Tuttavia, quest'idea presto cambiò.

Molti leader alleati cominciarono a far pressione e a convincersi che la soluzione finale fosse quella di costringere i civili ad evacuare le città, generando un'evidente confusione che avrebbe potuto ostacolare l'avanzata nazista verso i suoi obiettivi orientali.

Per questo, il 4 Febbraio del 1945 i principali rappresentanti alleati si riunirono nella Conferenza di Jalta e da lì si tirò fuori una lista di obiettivi principali da bombardare, tra cui la capitale Berlino e Dresda. Interrompere i rifornimenti provenienti da queste città e le loro comunicazioni doveva rimanere, comunque, il fine ultimo degli attacchi - non uccidere i civili. La storia ci insegna, però, che le cose andarono diversamente.

Dresda era una città medievale, nota per i suoi immensi tesori artistici e architettonici. Al tempo era paragonata alla nostrana Firenze per il numero di bellezze presenti. Non vi era nessun documento ufficiale che certificasse la produzione di armamenti o materiale bellico in quell'area, quindi l'unica spiegazione data per giustificare il suo bombardamento fu la sua presunta centralità tra gli organi militari presenti in Germania e quelli nel fronte orientale.

Questa decisione, però, non ebbe riscontro nella realtà dei fatti. Perché radere al suolo un'intera città solo per "interrompere le comunicazioni"? Non bastava colpire solo i centri principali all'interno di essa? Proprio su queste domande, è nata la supposizione che le truppe alleate abbiano scelto Dresda non tanto per il suo ruolo attivo nella guerra, ma come semplice obiettivo per "punire" i tedeschi e distruggere il morale della popolazione.

Ad ogni modo, qualunque sia la giustificazione, è certo che in quei fatidici 13 e 15 Febbraio vennero buttati circa 3400 tonnellate di esplosivo, tra bombe esplosive ed incendiarie. Da questo ne conseguirono delle vere e proprie "tempeste di fuoco" (di cui potrete avere un'idea di come funzionano guardando questo video), che spinsero i civili all'interno delle fiamme, senza che ne rimanesse nulla dei loro corpi.

L'esatto numero di morti è impossibile da definire. Alcuni storici, per esempio, sostengono che nell'arco di tre giorni morirono tra le 25 mila e 35 mila persone; i registri ufficiali tedeschi, però, affermano di aver sepolto circa 21.271 morti. Qualunque sia la cifra, l'aspetto tragico è che si trovarono resti dei cadaveri fino al 1966 e fu impossibile ricostruire molti degli edifici storici.

FONTE: History
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