Le bombe atomiche non furono l'arma più distruttiva della Seconda guerra mondiale

Le bombe atomiche non furono l'arma più distruttiva della Seconda guerra mondiale
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Quando ripensiamo alla Seconda Guerra mondiale, spesso ci ricordiamo dei grandi conflitti europei o alla devastante esplosione degli ordigni atomici, che misero di fatto la parola fine alla guerra nel Pacifico.

Sono però in pochi a riflettere sul grande progresso scientifico che avvenne in quegli anni e che portò l'esercito alleato a introdurre nuove tipologie di armi e d'equipaggiamento sui campi di battaglia.

Schiacciata dalla fama delle tre più grandi invenzioni del periodo - ovvero i paracadute, i primi grossi computer (inventati da Alan Turing) e le bombe atomiche - l'invenzione del Napalm passa spesso in sordina, seppur per molti storici la sua introduzione nella guerra contribuì enormemente a far vincere la guerra agli Alleati.

Anche all'interno dei film che hanno come ambientazione la Seconda guerra mondiale, il ruolo del Napalm viene spesso trascurato, a differenza dei film sulla guerra in Vietnam in cui diventa quasi un protagonista. Come mai?

Le ragioni storiche sono diverse. Innanzitutto, il termine Napalm divenne d'uso comune in Occidente solo al termine della guerra di Corea (1950-1953), per poi essere riutilizzato dai giornali solo a partire dall'entrata in guerra degli statunitensi in Vietnam, nel 1962. Inoltre, subito dopo la fine del Secondo conflitto mondiale, gli Alleati cercarono di guidare l'opinione pubblica dei paesi sconfitti, riportando spesso alla memoria le violenze commesse dagli eserciti nazisti o dai generali giapponesi, cercando di nascondere le proprie efferatezze.

Tuttavia, andando a considerare il numero di morti provocati dalle varie tipologie di armi durante la guerra del 1939-45, alcuni storici dell'Università di Berkeley hanno notato come l'uso del Napalm da parte dell'esercito alleato abbia provocato un numero maggiore di morti rispetto all'azione combinata delle due bombe atomiche. Un paradosso, per un'arma che spesso non viene nemmeno menzionata nei libri inerenti la Seconda guerra mondiale.

Il Napalm fu inventato nel 1942 da Julius Fieser, un chimico organico di Harvard che aveva intenzione di produrre l'arma incendiaria definitiva. Era infatti economica, facile da produrre e si attaccava su qualsiasi tipologia di superficie (persino quella dell'acqua), bruciando ogni tipologia di oggetto e nemico. Per questo venne ampiamente utilizzato dagli Alleati su tutti i fronti, distruggendo nel solo Giappone 66 città e la vita di oltre 100.000 civili.

Oggi il Napalm viene considerato una delle armi più spietate della storia e il suo uso è stato progressivamente abbandonato, perché causa incendi incontrollabili e distrugge interi ecosistemi. Basti pensare che Churchill la definì un'arma più crudele della bomba atomica, da usare solo in caso di estremo pericolo.

Se siete tuttavia tra coloro che pensano che senza la Seconda guerra mondiale avremmo vissuto tutti meglio, questo articolo potrebbe deludevi, visto che molti storici e romanzieri credono che non sarebbe andata propriamente così. Per quanto tragici, gli eventi della guerra contro Hitler e i suoi amici e le invenzioni del Napalm e delle bombe atomiche ci hanno infatti permesso di vivere liberi da diverse dittature, seppur in un mondo che rimane ancora abbastanza complesso e guerrafondaio.