Botta e risposta tra Intel e TSMC sul futuro dell'industria tra Taiwan e USA

Botta e risposta tra Intel e TSMC sul futuro dell'industria tra Taiwan e USA
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In settimana, il CEO di Intel, Pat Gelsinger, ha condiviso alcune sue opinioni sull'attuale situazione geopolitica, sullo stato dell'industria dei semiconduttori e, nello specifico su Taiwan e su TSMC. La risposta del CEO di TSMC, chiaramente, è arrivata puntuale, ma facciamo un passo indietro.

In attesa di scoprire cosa presenteranno AMD e Intel al CES 2022, il gigante americano, fresco del lancio della sua dodicesima generazione di CPU desktop e prima con architettura ibrida, ha le idee piuttosto chiare sul futuro dell'industria, perlomeno sulla direzione che dovrebbero prendere i produttori occidentali in questo periodo storico.

Stando alle dichiarazioni dello stesso Gelsinger, il governo degli Stati Uniti dovrebbe supportare maggiormente le aziende sul territorio se "si vuole possedere la proprietà intellettuale, gestire al contempo anche ricerca e sviluppo e dunque beneficiare degli introiti derivanti da questi passaggi", la cui alternativa sarebbe, chiaramente, tornare a rivolgersi all'Asia.

A tal proposito, Gelsinger ha sottolineato che, a suo parere, "Taiwan non è stabile", con particolare riferimento a un evento geopolitico dei giorni scorsi, in cui 27 aerei da guerra cinesi sono entrati nello spazio aereo della Nazione insulare. Successivamente il CEO di Intel ha rincarato la dose parlando dell'esiguità dei sussidi statali americani in netta controtendenza rispetto all'industria asiatica, dove sono decisamente più significativi: "Come possiamo competere con sussidi fino al 30 o 40%? Questi dati ci pongono in diretta competizione non con le aziende, come TSMC e Samsung, ma con Taiwat e con la Corea del Sud. Per non parlare della Cina, dove i sussidi sono ancora più elevati". Il tutto, senza considerare che entrambe le aziende hanno beneficiato di sussidi persino all'interno del suolo statunitense.

A distanza di qualche giorno, riportiamo le dichiarazioni del Presidente di TSMC. Il Dr. Mark Liu, in realtà, ha preferito non rispondere direttamente al CEO di Intel, affermando che "TSMC non parla male delle altre aziende che operano nel settore". Stando alle sue dichiarazioni, dunque, il commento di Gelsinger avrebbe ben poco peso. Sono in pochi a pensare che la situazione geopolitica attuale possa in qualche modo influenzare la gittata produttiva di TSMC e qualora ci fosse un contributo in negativo da parte di fattori esterni, l'impatto sarebbe comunque a breve termine, mentre il contributo complessivo di TSMC e della nazione stessa all'intera industria rimarrebbe comunque immenso.

Successivamente, Liu ha parlato anche degli investimenti operati negli USA e in particolare dello stato di avanzamento dei lavori dell'impianto di produzione in Arizona, che dovrebbe diventare operativo per la produzione di massa già nel 2024 per il processo a 5 nanometri, mentre negli stabilimenti preesistenti si conta di partire con la produzione sul nodo a 3 nanometri di TSMC già entro il prossimo anno.

FONTE: wccftech
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