Cambiamento climatico può peggiorare calcoli renali: aumento casi nei prossimi 70 anni

Cambiamento climatico può peggiorare calcoli renali: aumento casi nei prossimi 70 anni
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L’influenza che l’aumento delle temperature ha su di noi potrebbe rivelarsi notevolmente maggiore nel corso dei prossimi anni. Mentre ci sono già dottori che diagnosticano il “cambiamento climatico” ai pazienti, altri esperti studiano il legame tra il cambio di temperature e l’aumento dei casi di calcoli renali.

Secondo una ricerca del Children's Hospital di Philadelphia, condotta determinando la relazione tra le temperature medie giornaliere storiche della Carolina del Sud e i casi di calcoli renali tra 1997 e 2014, ci si troverebbe dinanzi a una serie di scenari dall’impatto più o meno grave. Si tratta di un modello piuttosto preciso, seppur comunque imperfetto: “La nostra analisi è un modello per concettualizzare come ci si aspetta che il carico di calcoli renali progredisca con il cambiamento climatico e anche come le mitigazioni delle emissioni di gas serra possano compensare parte di questo onere”, ha dichiarato il medico Jason Kaufman.

Ebbene, il primo scenario pensato dagli esperti è quello più positivo e prevede un aumento di 2,3° C della temperatura media, complice l’utilizzo di fonti di energia green, tecnologie di cattura della CO2 e l’espansione delle terre forestali. In questo caso si prevede un aumento dei casi di calcoli renali del 2,2% entro il 2089. Nel secondo scenario con aumento di 3,6° C e intervento alcuno per limitare le emissioni di gas serra, si prevede invece un aumento del 3,9% entro il 2089. In termini di costi sanitari per paziente statunitense si parlerebbe di 56,6 milioni di Dollari complessivi nel primo caso e 99,4 milioni di Dollari nel secondo.

Come ben capite si tratta di analisi che dipendono dunque dalla zona del Mondo. Ciò che è chiaro ai ricercatori è la correlazione tra aumento delle temperature e aumento del rischio di sviluppare calcoli renali. In altre parole, è possibile anche prevedere un rapido aumento nella presentazione dei calcoli nei luoghi in cui si registrano sbalzi di temperatura più evidenti. Un esempio potrebbe essere l’Alaska, dove a dicembre i termometri hanno toccato quasi 20 gradi centigradi causando non pochi disagi.

Gregory E. Tasian, urologo pediatrico presso il Children's Hospital di Philadelphia, ha dichiarato: “Con il cambiamento climatico non parliamo spesso dell'impatto sulla salute umana, in particolare quando si tratta di bambini, ma un pianeta che si riscalda avrà effetti significativi sulla salute umana. Come ricercatori pediatrici, abbiamo il dovere di esplorare il peso del cambiamento climatico sulla salute umana, poiché i bambini di oggi vivranno questa realtà in futuro”.

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