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Per la prima volta in assoluto, gli scienziati hanno scoperto che i cani sono in grado di orientarsi utilizzando il campo magnetico terrestre. La scoperta della percezione magnetica non è nuova, ma in precedenza era nota solo per altri animali come uccelli, salamandre e rane.

Parlando con ScienceMag, la biologa Catherine Lohman, che studia i movimenti di uccelli e tartarughe, si è detta "impressionata dai dati" che sono riusciti ad ottenere i suoi colleghi.

Durante le sessioni di caccia, si è scoperto che i cani sono soliti tornare al punto di partenza ripercorrendo i loro passi ed avvalendosi anche degli odori, utilizzando la tecnica nota come "tracking". Altre volte invece seguono un percorso completamente nuovo, attraverso un'abilità definita "scouting".

Per ottenere queste informazioni, i ricercatori hanno utilizzato dei dati GPS e registrazioni video attraverso delle action cam. Lo studio è stato effettuato su quattro cani che sono stati portati in una foresta e poi liberati per permettergli di inseguire il profumo di un altro animale ad una media di 400 metri di distanza.

Come si può vedere dal grafico in calce, le tracce GPS hanno portato alla scoperta di tre approcci: per il tracking il cane ha ripercorso fedelmente il suo percorso originale, per lo scouting è comunque tornato al punto di partenza ma effettuando un percorso parallelo a quello d'andata e completamente nuovo, mentre nel terzo li ha combinati.

Particolari sono i dati del percorso di scouting, i quali hanno evidenziato che il cane si è fermato ed ha corso per 20 metri sull'asse nord-sud, per poi tornare indietro. I ricercatori hanno paragonato questo approccio al ricalcolo effettuato dal GPS, ed hanno ipotizzato che potrebbe trattarsi di un allineamento sul campo magnetico.

Per ottenere tutte le conferme del caso, si sono soffermati su quest'ultimo aspetto ed in uno studio durato tre anni hanno utilizzato 27 cani da caccia in centinaia di viaggi.

Il risultato? Su 233 percorsi di scouting, in 170 casi i cani si sono fermati prima di tornare indietro, correndo per 20 metri lungo l'asse nord-sud, indipendentemente da dove si trovasse il proprietario. Ciò ha permesso loro di tornare al punto di partenza più velocemente e seguendo un percorso più diretto.

Secondo i ricercatori, si tratterebbe di un indizio chiaro del fatto che i cani utilizzano i loro sensori magnetici prima di iniziare la corsa, soprattutto perchè i test sono stati effettuati in una foresta a loro sconosciuta in cui non c'erano profumi da rintracciare e non c'era vento che trasportava gli odori. A ciò si aggiunge anche il folto fogliame che "oscurava" il sole.

Sulla base di queste variabili, si è giunti alla conclusione che i cani da caccia usano davvero la magnetorecezione per ritrovare la strada di casa. La ricerca però è solo all'inizio.

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I cani utilizzerebbero il campo magnetico terrestre per orientarsi: i dati di uno studio