Canone in Bolletta: il Consiglio di Stato boccia il decreto

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Brusca frenata per il decreto ministeriale che dovrebbe portare il canone Rai sulle bollette dell'energia elettrica. Nella giornata di ieri, infatti, è arrivata la bocciatura del Consiglio di Stato, che ha chiesto al ministero dello sviluppo economico alcuni chiarimenti.

In un atto, infatti, il Consiglio di Stato chiede una definizione di apparecchio TV, ha chiesto di chiarire il fatto che gli unici apparecchi tv soggetti alla tassa sono i televisori ed i decoder, mentre gli smartphone e tablet, sebbene abbiano la capacità di intercettare il segnale televisivo, non possono essere tassati.
Inoltre, il Consiglio Di Stato pone anche l'accento sulla privacy, dal momento che tutti gli enti preposti (Anagrafe Tributaria, ente per l'energia elettrica, acquirente unico, ministero dell'interno, comuni e società private) si scambieranno una grossa mole di dati personali degli utenti.
Nella dichiarazione viene anche chiesto di definire le categorie di utenti che sono tenute a pagare l'imposta, ma pone l'accento anche sulla dichiarazione che bisogna inviare all'Agenzia delle Entrate per attestare di non avere il televisore.
Il sottosegretario della Comunicazione ha voluto minimizzare questo rapporto, affermando che il Consiglio di Stato ha dato degli “utili suggerimenti di integrazione e chiarimenti, peraltro nella prassi dei pareri del Consiglio stesso. Già in aula alla Camera il 6 aprile scorso avevo annunciato l'intenzione del governo di procedere ad una definizione di apparecchio tv più esplicita e meno tecnica. Avevo dato notizia anche di una capillare campagna di comunicazione e di una proroga al 15 maggio del termine per la comunicazione alla Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni di esenzione. Anche sulla privacy il testo è all'attenzione del Garante e lavoriamo insieme con spirito costruttivo perché la questione è delicata e importante".
Nella serata di ieri è arrivato anche la risposta del Consiglio di Stato, che con una nota afferma che ha "espresso un parere interlocutorio sullo schema di decreto del Ministero dello Sviluppo economico" ma ci sono "alcuni profili che richiedono un approfondimento da parte dell'amministrazione, quali l'individuazione di cosa si debba intendere per apparecchio televisivo, la cui detenzione comporta il pagamento del relativo canone di abbonamento, e il rispetto della normativa sulla privacy".

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