Le capacità di rigenerazione dell'axolotl potrebbero essere usate anche da noi

Le capacità di rigenerazione dell'axolotl potrebbero essere usate anche da noi
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L'axolotl, la simpatica salamandra che ha spopolato sul web giusto qualche anno fa, è finalmente stata studiata da alcuni scienziati curiosi delle sue bizzarre capacità, come quella di poter rigenerare la maggior parte dei suoi arti dopo un infortunio.

Grazie al suo codice genetico, l'ambystoma mexicanum, potrebbe essere segnante per la storia della medicina umana; è questo che hanno pensato i professori dell'University of Kentucky.

Secondo gli esperti potrebbe essere molto arduo trovare il modo perché gli arti, il midollo spinale, gli occhi o addirittura - in alcuni casi - persino la metà del cervello, di queste creature sia capace di rigenerarsi. Il codice genetico dell'animale è dieci volte più lungo di quello di un essere umano, quindi è chiaro che non sarà semplice studiarlo.

"Solo pochi anni fa, nessuno pensava che fosse possibile assemblare un genoma di oltre 30 GB", afferma il biologo Jeramiah Smith. "Ora abbiamo dimostrato che è possibile utilizzare un metodo economico e accessibile, che apre la possibilità di sequenziare regolarmente altri animali con genomi di grandi dimensioni."

Dalle parole degli scienziati sembrerebbero proprio fiduciosi del fatto che un giorno sarà possibile trattare lesioni, mutilazioni e molto altro grazie alle incredibili capacità dell'axolotl. Sarà necessario lavorare sodo ma questo potrebbe essere il passo che metterà fine alla medicina così come la conosciamo.

FONTE: futurism
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