Caricabatterie dei telefoni sono più potenti del computer che portò gli uomini sulla Luna

Caricabatterie dei telefoni sono più potenti del computer che portò gli uomini sulla Luna
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Molto probabilmente, tutto quello che vi circonda è più potente del computer che portò gli uomini sulla Luna nel 1969. Uno sviluppatore Apple, Forrest Heller, ha pubblicato un'analisi di diversi caricabatterie USB di tipo C, dimostrando che hanno una maggiore potenza di elaborazione rispetto al computer dell'Apollo 11.

I calcoli necessari per la missione erano troppo complessi per essere fatti a mano dagli astronauti. Così, la NASA utilizzò l'Apollo Guidance Computer (AGC) progettato dal MIT Instrumentation Laboratory, oltre che nel Modulo di Comando, anche all'interno del LEM, Lunar Excursion Module, per le manovre di allunaggio e di decollo dal suolo lunare.

Il computer in questione aveva una straordinaria velocità di clock di 1,024 MHz, consentendogli di eseguire circa 40.000 funzioni aritmetiche al secondo. Oggi, però, utilizziamo processori molto più potenti, perfino nel caricabatteria del nostro telefono. Heller ha esaminato tre diversi adattatori da parete USB-C: il caricabatterie Pixel di Google da 18 W, il SuperCharge da 40 W di Huawei e l'Anker PowerPort Atom PD 2. Tutti e tre notevolmente più potenti del computer che portò l'uomo sulla Luna.

L'Anker PowerPort, ad esempio, è dotato di un MCU Cypress CYPD4225 con una CPU ARM Cortex M0 e clock a 48MHz, ed è quasi 47 volte più veloce dell'Apollo Guidance Computer. Ancora oggi, i computer progettati per le missioni spaziali sono molto meno potenti delle loro controparti terrestri. Gli ingegneri, infatti, devono assicurarsi che che questi sistemi resistano alle radiazioni e le vibrazioni che potrebbero distruggere un normale computer.

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