Cashback, Draghi l'ha sospeso perchè "favorisce i redditi alti"

Cashback, Draghi l'ha sospeso perchè 'favorisce i redditi alti'
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È operativa da oggi la sospensione del Cashback di Stato, nel giorno in cui sarebbe dovuto iniziare il secondo semestre. L'Agenzia AGI ha pubblicato alcune indiscrezioni sulle motivazioni che hanno spinto il premier Mario Draghi a prendere la decisione.

Secondo quanto raccontato, Draghi avrebbe raccontato ai partiti che "la misura rischia di accentuare la sperequazione tra i redditi, favorendo le famiglie più ricche, con una propensione al consumo presumibilmente più bassa, determinando un effetto moltiplicativo sul Pil non sufficientemente significativo a fronte del costo della misura".

Critiche sono arrivate da parte del Movimento 5 Stelle, che avrebbe fatto di tutto per tenere su il programma. Draghi però avrebbe ribadito che "il cashback ha un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori". L'esempio lampante è quello del Nord Italia, dove la concentrazione dei metodi di pagamento elettronici è superiore rispetto al Sud. Nello specifico nelle grandi città da parte di un capofamiglia con età inferiore ai 65 anni, reddito medio alto e condizione economica diversa da quella di un disoccupato o un operaio.

Secondo Draghi, inoltre, il cashback non avrebbe portato alcuna evidenza sulla maggiore propensione da parte degli italiani ad utilizzare metodi di pagamento elettronici, in quanto il 73% delle famiglie già li utilizza e spende tramite carta più del platfond previsto dal programma.

Ovviamente, la scelta è anche dettata da esigenze di carattere economico: la misura pesa 4,75 miliardi di Euro sul bilancio dello Stato, e non avrebbe portato grossi benefici a livello di contrasto dell'evasione fiscale. Al contrario, le transazioni elettroniche sarebbero cresciute in settori dove l'evasione era già bassa.

FONTE: Agi
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