Caso Strava: l'app ha svelato anche la posizione delle basi militari italiane

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Del caso Strava, che ha svelato attraverso la funzione Heat Map la posizione di alcuni basi militari e punti sensibili, abbiamo a lungo parlato su queste pagine, e si è espressa anche la stessa società attraverso un comunicato firmato e scritto dall'amministratore delegato.

Direttamente dalle pagine di Repubblica, però, ci giunge notizia che nel caso sarebbero interessate anche alcune basi e militari italiani in missione all'estero.

Il famoso quotidiano nazionale, infatti, ha avuto modo di consultare i profili Strava dei soldati italiani che sono, o sono state, in zone di guerra in basi non conosciute pubblicamente, e li ha contattati. Nell'articolo si legge che le richieste non sono andate a buon fine per due motivi, "chi, ancora evidentemente ignaro del clamore che la vicenda Strava aveva sollevato globalmente, ha scoperto quanto di sé e del proprio lavoro era possibile ricostruire, non ha più risposto alle richieste e ha provveduto all'istante a cancellare i propri riferimenti" si legge nell'articolo.

I soldati interessati sarebbero quelli di stanza in Afghanistan ed Iraq. Nella base di Erbil, ad esempio, i dati della Heat Map sono molto fitti, "e nella mappa social si trovano interi elenchi di militari in missione con la passione per la corsa, e per Strava".

Repubblica sostiene inoltre che "un altro elenco però si trova riferito a un sito iracheno che in altre mappe satellitari appare deserto, e non è perciò chiaro cosa possa essere. Uno dei nominativi era lì a ottobre 2017 e ci è rimasto fino a dieci giorni fa, lo dice il lungo elenco di corse al quale è associato. In questi giorni sta correndo vicino casa, nel Nord Italia".

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