Cassazione: offendere le persone su Facebook è diffamazione aggravata

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Avete mai pensato di offendere un amico, seppur per scherzo, attraverso un post sulla bacheca Facebook? Secondo la Cassazione siete perseguibili penalmente.

Nella giornata di ieri, infatti, l'Alta Corte della Cassazione ha stabilito che postare un commento offensivo sulla bacheca Facebook costituisce il reato di diffamazione aggravata, nella fattispecie “pubblicazione e diffusione tra un gruppo di persone apprezzabile per composizione numerica" ed è punibile con una condanna di 1.500 Euro, confermando così la sentenza per un componente in congedo del corpo militare della Croce Rossa che in passato diffamò l'ex commissario straordinario della CRI attraverso il social network di Mark Zuckerberg.
Il tutto perchè il messaggio aveva lo scopo di “raggiungere un numero indeterminato di persone”, che aveva scatenato le ire del commissario Francesco Rossa che, alla denuncia, aveva anche allegato uno screenshot del messaggio, in cui veniva etichettato come un “parassita del sistema clientelare” o “cialtrone parassita”.

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