La cattiveria umana non ha limiti: bagnanti trascinano uno squalo a riva per le foto

La cattiveria umana non ha limiti: bagnanti trascinano uno squalo a riva per le foto
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Immagini che fanno davvero intristire ed indignare, quelle che nei giorni scorsi sono state diffuse attraverso diverse piattaforme social. Una cattiveria inspiegabile, dove un gruppo di irresponsabili bagnanti ha trascinato fuori dall'acqua uno squalo azzurro (una verdesca), solo per potersi scattare qualche foto con la sfortunata creatura.

Il deprecabile incidente, ripreso da diverse telecamere, è avvenuto nei pressi di una spiaggia del lungomare di Fontanamare, una località del comune di Gonnesa in Sardegna. Dalle immagini, si ritiene che lo sfortunato animale fosse appunto uno squalo blu, una specie generalmente considerata innocua per l'uomo.

Fortunatamente, altri bagnanti che erano presenti al momento dell'accaduto, hanno subito iniziato ad esprimere il loro disappunto nei confronti dell'insensato gesto compiuto dalle persone che avevano trascinato lo squalo a riva, riuscendo poi a rigettare la povera verdesca in mare.

Una vicenda che dimostra quanta crudeltà o incoscienza possano avere certe persone solo per godere di qualche momento di visibilità sui social. Senza contare che, se dovesse essere aperta un'indagine sull'accaduto, si potrebbe configurare l'ipotesi di reato secondo l'Art. 544-ter del Codice Penale, che condanna proprio chi perpetra lesioni o violenze ad un animale.

Le tristi immagini, che preferiamo evitare di pubblicare per non promuovere certi comportamenti (ma che sono comunque di facile reperibilità online), hanno da subito scatenato l'ira degli utenti social. Alcuni hanno infatti commentato negativamente l’accaduto con un sonoro: “Vergognatevi per le vostre azioni. Anche lui è un essere vivente!” o "Questo è l’esempio perfetto della stupidità umana".

Non manca poi chi ha invece difeso gli autori del gesto, affermando di essere stati presenti nel momento dell'accaduto: "La verdesca si era arenata con il dorso rivolto verso l’alto. Sarebbe morta in pochissimo tempo se non fossero intervenuti".

Quale sia la verità non sta a noi certo deciderlo, ciò non toglie che dalle immagini si nota che tutti i bagnanti avevano tra le mani un telefono e si evince che erano più interessati a scattare delle foto che a salvare la povera creatura.

Senza contare che gli squali non attaccano volontariamente gli umani e, seppur considerati temibili predatori acquatici anche gli squali hanno paura.

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