Cemento utilizzato in questa tomba romana è ancora forte dopo 2.000 anni: com'è possibile?

Cemento utilizzato in questa tomba romana è ancora forte dopo 2.000 anni: com'è possibile?
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Il calcestruzzo è stato originariamente inventato dagli antichi romani, che lo utilizzavano nelle loro infrastrutture. I loro metodi hanno dato alla luce colossi imponenti e incredibilmente resistenti. Il Pantheon, ad esempio, ancora oggi è in piedi dopo 2.000 anni dalla sua costruzione... e non è il solo.

In un nuovo studio, gli esperti hanno descritto il caso di una grande tomba cilindrica per la nobildonna del I secolo Cecilia Metella. L'analisi di alcuni scienziati dell'Università dello Utah mostra che il calcestruzzo della tomba è di qualità e durata particolarmente elevate, anche per gli standard romani dell'epoca.

Il segreto è il particolare aggregato vulcanico utilizzato dai costruttori del periodo. La tomba di Cecilia si trova ai margini della via Appia, a Roma, misura 21 metri di altezza e 29 metri di diametro. Nel nuovo studio, condotto dai ricercatori del MIT e del Lawrence Berkeley National Laboratory, è stato studiato un campione del calcestruzzo prelevato nel 2006 (anche i nativi americani avevano delle capacità ingegneristiche elevate).

Il calcestruzzo romano non usava il cemento, ma veniva utilizzata prima di tutto la cenere vulcanica, nota come "tephra", miscelata con calcare e acqua di mare per la malta, che veniva poi incorporata in pezzi di roccia vulcanica. In precedenza, uno studio ha perfino trovato la presenza di tobermorite alluminosa nella malta. La presenza del minerale ha sorpreso tutti perché è molto difficile da realizzare e, soprattutto, è anche molto raro.

La particolare varietà di tephra utilizzata nella tomba di Cecilia era più ricca di leucite, un minerale roccioso, che nel tempo è diventato più resistente. Com'è possibile? Nel corso dei secoli, le acque piovane sono filtrate attraverso le pareti della tomba e hanno sciolto la leucite, rilasciandone il potassio nella malta. Quest'ultimo ha reagito con un elemento costitutivo della malta chiamato fase legante C-A-S-H (calcio-alluminio-silicato-idrato), che ha portato a una coesione più robusta nel cemento.

Viste le incredibili capacità del cemento, perché non lo utilizziamo anche noi? Innanzitutto recuperare la cenere vulcanica presente nella ricetta originale non è possibile per gran parte del mondo, mentre il cemento romano manca anche della resistenza alla compressione richiesta per dare vita ad alcune strutture del mondo moderno. Chissà, magari questo cemento sarà utilizzato sulla Luna o su Marte.

FONTE: zmescience
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