Chelsea Manning ha deciso di non testimoniare contro WikiLeaks ed è stata arrestata

Chelsea Manning ha deciso di non testimoniare contro WikiLeaks ed è stata arrestata
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Ex analista della CIA, Chelsea Manning aveva fornito importanti informazioni e documenti a Wikileaks. Ora si è rifiutata di testimoniare davanti ai giudici americani ed è stata arrestata. "Ho scelto di prestar fede ai miei principi".

Chelsea Manning era stata chiamata a testimoniare davanti ad un gran giurì, nel corso di un processo che doveva valutare se c'erano prove a sufficienza per iniziare un nuovo procedimento sul caso Wikileaks. L'ex analista della CIA ha deciso di fare appello al quinto emendamento della Costituzione americana, quello che permette di non rispondere alle domande del giudice per evitare di auto incriminarsi. Lo scorso giovedì aveva detto, con un post su Twitter, che non avrebbe collaborato: "In solidarietà con molti attivisti che stanno rischiando, farò affidamento ai miei principi".

"Il mio team di legali sta continuando a mettere in discussione il principio di segretezza di questi procedimenti", ha poi aggiunto. La Manning sostiene di aver già detto tutto quello che sapeva alla corte marziale che l'aveva giudicata nel 2013. Aveva scontato i primi sei anni di una condanna da 35 anni, poi la grazia del Presidente Obama nel 2017.

Ora il ritorno in carcere, i suoi avvocati avevano chiesto che la donna potesse scontare la pena agli arresti domiciliari per via delle sue condizioni mediche.

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