Chernobyl: non smette di stupire a quasi 40 anni dall'incidente

Chernobyl: non smette di stupire a quasi 40 anni dall'incidente
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I ricercatori dell'Università di Stirling hanno confermato che la fauna presente nelle zone d'acqua più vicine al reattore nucleare di Chernobyl presenta maggiori mutazioni genetiche rispetto a quelli provenienti da più lontano, fornendo nuove informazioni sull'effetto delle radiazioni sulle specie selvatiche.

L'analisi del DNA di Daphnia, una specie di crostacei d'acqua dolce, ha rivelato una maggiore diversità genetica nelle popolazioni lacustri che hanno subito i più alti tassi di dose di radiazioni dopo l'incidente del 1986.

Il dr. Stuart Auld, docente presso la Facoltà di Scienze Naturali di Stirling, ha affermato: "Chernobyl è un pratico esperimento di evoluzione, poiché il tasso di mutazione genetica è più alto del normale e tutti i cambiamenti evolutivi sono alimentati dalle mutazioni".

Nel suo studio, "La fornitura di variazione genetica mediata dalle radiazioni supera gli effetti della selezione e della deriva nelle popolazioni di Chernobyl Daphnia", pubblicato sul Journal of Evolutionary Biology, afferma come le radiazioni siano la causa principale di queste mutazioni genetiche.

"Normalmente bisogna aspettare generazioni per vedere l'effetto dell'ambiente sulle mutazioni, e la maggior parte degli animali sono molto danneggiati e non vivono a lungo", ha proseguito il dr. Auld, "Siamo stati in grado di scoprire queste mutazioni sequenziando il DNA non codificante, frammenti di codice genetico che in realtà non influenzano forma e funzione dell'organismo".

Secondo il dr. Auld in un mondo colpito dai cambiamenti climatici, c'è davvero bisogno di comprendere e valutare l'energia nucleare quale opzione energetica, pur tenendo in considerazione i potenziali effetti sulle popolazioni naturali.

"Sappiamo che l'esposizione alle radiazioni acute è terribile, ma in realtà i livelli bassi non sono affatto così male come pensiamo. Molti degli animali intorno a Chernobyl hanno infatti proseguito con la loro vita molto bene, anche più di prima. Potremmo scoprire che, per loro, noi umani siamo stati in passato molto peggio delle radiazioni" ha concluso il dr. Auld.

Chernobyl purtroppo rimarrà per sempre una delle pagine più tristi della storia dell'uomo, un incidente terribile che continua ancora oggi a dare preoccupazioni, come recentemente quando la centrale di Chernobyl è tornata a bruciare. Nella speranza che un giorno la zona possa essere nuovamente sicura, per adesso ci pensano i robot a pulire Chernobyl dalle radiazioni.

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