Ecco chi erano i Berserkir, i feroci guerrieri vichinghi invasati dallo spirito di Odino

Ecco chi erano i Berserkir, i feroci guerrieri vichinghi invasati dallo spirito di Odino
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Tra leggenda e realtà, testimonianze scritte e orali risalenti all'età Vichinga raccontavano di gruppi di soldati assetati di sangue che, sulle prime file del campo di battaglia, invasati dallo spirito di Odino, diventavano delle belve e uccidevano chiunque si trovasse davanti a loro con spietata brutalità. Questi erano i "Berserkir".

Kim Hjardar, storico specializzato nello studio dell'età vichinga, spiega che questi personaggi non erano solo una parte integrante del folklore o della letteratura norrena. Esistevano veramente e avevano comportamenti peculiari come descritto nelle fonti.

I primi testi che parlarono di questi brutali guerrieri risalgono al I secolo d.C. e vennero scritti per mano di alti esponenti della cultura romana, come Tacito. Da "straordinari guerrieri dell'élite delle tribù germaniche" in poco meno di cinque secoli i berserkir divennero noti anche all'Impero d'Oriente per la loro brutalità.

Procopio di Cesarea, storico bizantino vissuto tra il 490 e il 560 d.C., parlò di "selvaggi e fuorilegge eruli". Molti di questi, provenienti probabilmente dal regno di Fionia (Danimarca), venivano spesso convogliati all'interno delle truppe romane per le loro strabilianti e bizzarre doti militari. Non è impossibile, quindi, pensare che i berserkir discendessero da questa popolazione germanica.

Inoltre, nella letteratura scandinava vi è un'infinità di saghe che parlano di guerrieri norreni attaccati non solo alla figura di Odino, ma anche allo spirito di animali come orsi o lupi - da cui ne venivano "posseduti" per mostrarne la forza in battaglia. Spesso vengono descritti come piccolissimi gruppi di assassini, ladri o semplici saccheggiatori che potevano essere pagati dai capi tribù per combattere nelle guerre. Si pensa che Erik il Rosso stesso, il navigatore normanno che raggiunse la Groenladia, fosse un berserkr.

Solitamente venivano posti sulle prime file per intimorire il nemico e renderlo cosciente del crudele destino a cui stava andando incontro. Alcune testimonianze affermano che i soldati delle truppe nemiche erano così tanto terrorizzati dalle azioni folli dei berserkir, come mordere scudi e picchiarsi violentemente a vicenda, che era come se di fronte a loro vedessero dei veri e propri lupi od orsi.

Gli storici hanno discusso a lungo su cosa potesse rendere questi soldati alla "furia dei berserkir" (o berserksgangr). Nel 1784, per esempio, Samuel Ödmann, un vescovo svedese, affermò che questi brutali guerrieri mangiavano l'ovolo malefico, un fungo psicoattivo, prima di ogni battaglia per aumentare le proprie capacità fisiche e "sconnettersi dalla realtà". D'altronde certi studi sostengono che i vichinghi erano soliti fare uso di "droghe".

Tuttavia, questa teoria è stata confutata da studi più moderni che si focalizzano sull'aspetto psichiatrico del rito e dei comportamenti dei soldati.

Si sostiene che i guerrieri, nei rituali che facevano prima di ogni battaglia o saccheggio, si auto-inducevano all'ipnosi. In questo stato dissociativo il pensiero critico diminuiva, ma non erano del tutto inconsci. Semplicemente non erano consapevoli di ciò che li circondava e, dotati di una forza maggiore, la manifestavano con comportamenti più violenti e caotici.

Intorno al 1015, Eiríkr Hákonarson, governatore della Norvegia, si convertì al cristianesimo e bandì definitivamente i berserkir. La Chiesa ovviamente vedeva in questi personaggi delle figure possedute dal demonio. Così, da guerrieri elogiati per la loro incredibile forza divennero simbolo di una società incivile e diabolica.

FONTE: BBC Extra
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