Cosa hanno in comune il sonno e le emozioni? Uno studio prova a rispondere

Cosa hanno in comune il sonno e le emozioni? Uno studio prova a rispondere
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Una nuova ricerca pubblicata su Science, sembra far luce sui processi che avvengono una volta che chiudiamo gli occhi. Coinvolte direttamente nei vari processi, sembrano essere anche le emozioni e la loro elaborazione, che avviene in modo alquanto inaspettato.

Nonostante diversi studi abbiano già dimostrato forti attività neuronali (e di globuli rossi) durante il sonno, ancora nessuno è riuscito a dare una risposta su come o perché vi siano tutti questi processi involontari. Di recente un gruppo di ricercatori partendo proprio da queste certezze, ha cercato di andare oltre, studiando il sonno nei topi.

Una delle aree maggiormente implicate nella regolazione delle emozioni è la Corteccia Prefrontale, ragion per cui su di essa si è riversata l'attenzione degli scienziati. Paradossalmente alcuni dei neuroni che la compongono (quelli piramidali) appaiono totalmente inattivi e "spenti". Ma come può avvenire dunque il controllo delle emozioni, se la principale area dorme insieme a noi?

Durante la fase REM (una delle fasi in cui viene suddiviso il sonno), l'inattività della Corteccia Prefrontale funge da vero e proprio "reset" per l'intero cervello. È stato infatti dimostrato come una non adeguata quantità di sonno (ecco quante ore bisognerebbe dormire), mandi il cervello in tilt, rendendolo decisamente saturo di informazioni che non riesce più ad elaborare correttamente. Ragion per cui al risveglio, il topo ad esempio o reagisce in maniera sconsiderata a qualunque stimolo, o non vi reagisce affatto.

Ma non tutto è realmente assopito. Esclusivamente il Soma del neurone (il corpo) non dà segni di attività, che invece risulta esserci nei Dendriti (i vari prolungamenti). Grazie a questa straordinaria capacità del neurone di lavorare "separatamente", possiamo affermare che il cervello sta letteralmente consolidando tutte le informazioni ricevute durante la giornata, senza emetterne di nuove.

Infine gli autori sottolineano che se non vi fosse tale dualità all'interno dei neuroni, si assisterebbe ad una reazione eccessiva del soma, come osservato ad esempio nei casi di Disturbo Post-Traumatico da Stress o in altre patologie psichiatriche associate a disturbi del sonno.

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