Chi sono i nomadi digitali? Tra smart working e workation, il lavoro diventa moda

Chi sono i nomadi digitali? Tra smart working e workation, il lavoro diventa moda
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Se un recente studio ha rivelato cosa ne pensano gli italiani sulle Smart City e su come dovrebbe essere la città digitale dei sogni, gli ultimi anni hanno cambiato drasticamente anche le abitudini lavorative di milioni di persone.

Con una fortissima spinta verso la digitalizzazione, l'approccio al lavoro si è evoluto tanto da far impennare anche il numero di nomadi digitali. Secondo uno studio di Passport-Photo.Online, infatti, nei soli Stati Uniti questa modalità di lavoro è aumentata del 50% dal 2019 all'inizio della pandemia nel 2020. Oggi, gli americani che hanno abbracciato questo stile di vita sono poco più di 10 milioni, il 71% con un lavoro full-time e il restante 29% che, invece, ha un impiego part-time.

Tra questi, solo il 21% è un dipendente fisso, mentre gran parte sono imprenditori, freelance o lavoratori in proprio.

Ma cosa si intende per nomade digitale? Ebbene, come suggerisce il nome, si tratta di un lavoratore che preferisce spostarsi in più parti del mondo per migliorare le proprie condizioni lavorative, dal momento che, di fatto, lo smart working concede un discreto margine di manovra da questo punto di vista.

I settori in cui questo si verifica maggiormente sono l'IT, l'educazione, il coaching, il marketing e quello finanziario. Le mete preferite, invece, sono Spagna, Portogallo, Messico, Colombia, Thailandia e Indonesia, con oltre la metà dei lavoratori che preferisce soggiornare in un Hotel per il tempo di permanenza.

Questo stile di vita ha consentito all'88% degli intervistati di percepire un forte impatto positivo sulla propria vita, mentre sono oltre 20 milioni gli americani che stanno pianificando di diventare nomadi digitali nei prossimi anni.

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