Chi ha speso di più in schede video tra miner e gamer? Lo rivela uno studio

Chi ha speso di più in schede video tra miner e gamer? Lo rivela uno studio
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La pandemia ha innescato un processo multifattoriale che ha portato al cosiddetto shortage di componenti. Nelle sue prime fasi ne abbiamo parlato cercando di fare il punto sulle ragioni che hanno reso le schede video introvabili sul mercato.

Tra un'ondata di digitalizzazione che ha fatto impennare la domanda del pubblico, una filiera non ottimale dalla logistica alle materie prime e il fenomeno dello scalping, uno dei fenomeni più spesso additati tra i "cattivi" di turno è stato sicuramente il mining.

In una fase di profonda crisi per le criptovalute, tuttavia, si sono osservati ottimi segnali per il mercato delle schede video, complice un aumento dell'offerta nel mercato dell'usato, derivante proprio dal settore del mining. Oggi, a due anni di distanza dall'inizio della pandemia, ci sono finalmente i numeri per andare a fare il punto della situazione su chi ha speso effettivamente di più in GPU tra l'utenza consumer e i cosiddetti miner.

Uno recente rapporto di Bloomberg ha rivelato che, senza troppe sorprese, i miner Ethereum hanno speso circa 15 miliardi di dollari in processori grafici dall'inizio della bull run del 2021, secondo i dati raccolti da Bitpro Consulting, con performance decisamente superiori rispetto ai gamer.

Questi numeri incredibili, però, devono essere necessariamente contestualizzati, poiché i miner, così come i gamer (che però sono stati meno propensi a sottostare a determinate condizioni del mercato), sono stati soggetti all'ondata di scalping che ha colpito il mercato dell'hardware in quella fase. Infatti, queste cifre sono comprensive anche dei sovrapprezzi derivanti da questa pratica, con miner che sono arrivati a pagare anche il triplo del prezzo consigliato dai produttori per le schede video più avanzate, mentre adesso le stesse componenti possono essere trovate con discreta semplicità a prezzi pari o inferiori al MSRP nel mercato dell'usato.

FONTE: wccftech
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