Ecco chi era Trockij e come visse gli ultimi istanti della sua vita

Ecco chi era Trockij e come visse gli ultimi istanti della sua vita
INFORMAZIONI SCHEDA
di

Era il 20 Agosto del 1940 e Lev Trockij stava dando da mangiare al suo coniglio domestico. Alle porte della sua casa in Messico, sorvegliata da sostenitori armati, bussò Frank Jackson, fidanzato della segretaria del leader comunista. Fu in quel momento che venne messo in atto il piano che Stalin progettava da anni: uccidere il suo nemico.

Trockij, o meglio, Lev Davidovich Bronshtein, era stato abituato a vivere una vita perennemente minacciata dall'esterno. Fin dai suoi primi anni di carriera politica come studente marxista, il governo zarista lo aveva esiliato più volte in Siberia.

Per fuggire, una volta, da questa condanna, decise di rifugiarsi a Londra. Fu qui che conobbe quello che sarebbe diventato il primo capo dell'Unione Sovietica nel 1917, Vladimir Lenin.

Durante la rivoluzione bolscevica, i due compagni avviarono una serie di riforme per istituire un nuovo sistema governativo e Trockij divenne il primo responsabile nella costruzione dell'Armata rossa.

Dopo aver sconfitto l'Armata bianca (sostenitrice dello zarismo), tutti, all'interno del partito comunista russo, erano sicuri che Lenin, alla sua morte, avrebbe ceduto la palla all'uomo che lo aveva affiancato sempre in tutte le sue scelte.

Tuttavia, al momento della scomparsa del leader sovietico, nel 1924, Trockij perse una battaglia di potere con Iosif Stalin.

Diventando uno dei principali oppositori delle politiche totalitarie staliniste, venne cacciato dal Partito comunista sovietico e costretto all'esilio. Fu in quel preciso momento che iniziò il grande travaglio dantesco del vecchio leader comunista.

La prima tappa del suo esilio fu l'odierno Kazakhistan. Successivamente, iniziò a sorvolare vari stati del mondo fino a raggiungere il Messico, dove ricevette protezione direttamente dal governo.

La sua casa a Città del Messico, nel quartiere di Coyoacan, iniziò ad essere frequentata da grandi esponenti della cultura messicana, come gli artisti Diego Rivera e Frida Kahlo.

Fu quando venne fondata la Quarta Internazionale, però, che Stalin decise ufficialmente di perseguitare il rivale e far pendere sulla sua testa una condanna a morte.

Il primo attacco arrivò nel Maggio del 1940, quando la casa di Trockij venne distrutta dai colpi sparati da un gruppo di 20 uomini. L'obiettivo, tuttavia, venne mancato.

Come naturale conseguenza, i troskisti americani rafforzarono la sicurezza dell'abitazione. Divenne impossibile per gli oppositori entrarvi senza essere colpiti da mitragliate degli uomini che sorvegliavano le mura.

Tuttavia, qualcuno riuscì a passare, senza che nessuno premesse un grilletto. Quell'uomo fu Frank Jackson. Amico delle guardie e del leader comunista, venne accolto direttamente nel suo studio con la scusa di far leggere a Trockij un articolo che aveva scritto.

Il piano funzionò. Pochi minuti dopo l'entrata di Jackson, il cranio del nemico di Stalin venne sfondato da una piccozza, senza, però, fargli perdere conoscenza. Trockij combatté fino all'ultimo contro l'uomo per impedire che tirasse fuori dal suo cappotto la pistola che teneva nascosta e, quando le guardie arrivarono in soccorso, il leader impedì che il suo assalitore fosse picchiato a morte con le stesse armi che, nel giro di un giorno, si sarebbero rivelate letali.

Il leader comunista, infatti, arrivò in ospedale cosciente, ma il 21 Agosto del 1940 cadde in coma e poche ore dopo morì.

Iniziate le indagini, si scopri che Frank Jackson altro non era che un agente stalinista spagnolo, Ramón Mercader, incaricato da anni da Stalin per conquistare la fiducia del rivale del leader sovietico e ucciderlo. Il nome "Frank Jackson" apparteneva, invece, ad un soldato canadese morto nella guerra civile spagnola.

FONTE: History
Quanto è interessante?
5