Ecco chi ha vinto il nobel per la medicina e la grande scoperta che c'è dietro

Ecco chi ha vinto il nobel per la medicina e la grande scoperta che c'è dietro
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Ieri è stato consegnato il premio nobel per la medicina a tre scienziati: William G. Kaelin Jr., Peter J. Ratcliffe e Gregg L. Semenza per i loro studi su come le cellule riescano a percepire le variazioni di concentrazione di ossigeno e come esse riescano ad adattarsi a questi cambiamenti.

Sin da quando ci troviamo nel grembo materno le nostre cellule ed i nostri tessuti hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere. Possiamo resistere per poco tempo senza respirare e molte malattie gravi e potenzialmente mortali hanno genesi in una mancanza di ossigeno da parte di un tessuto che, quindi, muore.

Ecco, quindi, che la scoperta di come le cellule del nostro corpo riescano a percepire le variazioni di ossigeno e quali accorgimenti usano per resistere, per esempio, a basse concentrazioni di esso possa aprire nuove vie per studi su malattie come ictus e infarto ma anche a nuove, rivoluzionarie terapie per combattere i tumori.

Nei tumori, infatti, le cellule che si trovano al centro della massa di cellule neoplastiche attivano meccanismi che permettono loro di sopravvivere a basse concentrazioni di ossigeno perché i vasi sanguigni sono lontani da loro. Queste cellule interne sono quindi più difficili da colpire con i farmaci chemioterapici o con le radiazioni, per esempio.

Riuscire, quindi, a capire come le cellule interne riescano a sopravvivere potrebbe portare alla creazione di farmaci ad hoc, più efficaci, capaci di colpire le cellule neoplastiche più interne.
Possiamo fare un altro esempio per capire quanto questo sistema sia importante. Pensiamo, infatti, a ciò che succede quando andiamo in montagna.

L’aria, in alta di quota, si fa sempre più rarefatta quindi, quando siamo in montagna, inspiriamo una concentrazione di ossigeno inferiore rispetto a quando ci troviamo in pianura. Avviene così che le cellule percepiscono la diminuita concentrazione di ossigeno e aumentano l’eritropoietina nel sangue, una sostanza che fa aumentare la produzione di globuli rossi, ovvero le cellule deputate al trasporto dell’ossigeno in ogni distretto del nostro corpo.

Il lavoro degli scienziati è iniziato intorno agli anni ‘90 quando il dottor Semenza ha riconosciuto i geni che si attivano quando i livelli di ossigeno nel sangue sono bassi. Da quel momento in poi i tre scienziati hanno deciso di lavorare in maniera indipendente, da soli, anche se periodicamente si riunivano per discutere insieme dei risultati ottenuti.

Alla fine del loro percorso sono riusciti a scoprire tutte le vie metaboliche che permettono alla cellula di rilevare e rispondere ai vari livelli di ossigeno. Insomma, è stata una grande scoperta che ha meritato il premio scientifico ed il riconoscimento, forse il più ambito, da tutti gli scienziati del globo.

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