Chrome ed il blocco ai contenuti in autoplay: Google fa un passo indietro

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Come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa, Google con la versione 66 di Chrome ha bloccato la riproduzione in autoplay per i contenuti presenti sui siti web, dopo le richieste e lamentele arrivate da molti utenti. Tuttavia, il tutto non starebbe procedendo per il verso giusto ed il motore di ricerca sarebbe pronto a fare un passo indietro.

E' notizia di qualche ora fa che Google ha in parte ripristinato la funzione, apportando delle significative modifiche. La ragione è da ricercare nel fatto che nelle ultime ore sempre più sviluppatori ed utenti hanno lamentato che il blocco imposto dal browser andava ad intaccare anche applicazioni e web games.

L'obiettivo di Google, che mirava a migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti sul web, è stato quindi non solo raggiunto, ma anche ampiamente superato in quanto la funzione si è dimostrata essere talmente tanto efficace che ha bloccato app, giochi e siti web che fornivano informazioni interattive su arte o documenti storici, impedendo quindi agli utenti di accedere all'esperienza completa, come progettata dagli sviluppatori.

Uno dei project manager di Google Chrome, John Pallett, ha annunciato che il team ha provveduto ad aggiornare Chrome 66 per rimuovere temporaneamente alcune regole che bloccavano l'autoplay per i video e tracce audio. La decisione è stata presa "per dare agli sviluppatori che utilizzano le API Web Audio per giochi, applicazioni audio ed altro, più tempo per aggiornare il codice sorgente. Le nuove regole saranno completamente operative di nuovo con Chrome 70, che sarà disponibile ad ottobre".

Nonostante ciò, però, gli sviluppatori continuano ad essere perplessi sulla decisione e sostengono che saranno pochi i cambiamenti.

Pallett ha successivamente precisato che questa modifica non andrà ad influire in alcun modo sul blocco da parte di Chrome della maggior parte di video ed audio in autoplay, ma ha comunque invitato gli sviluppatori a non abusare di questa apertura, ma di conformare il prima possibile le applicazioni.

FONTE: Guardian
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