Il cibo che ingeriamo è radiattivo da sempre. Nulla di cui preoccuparsi

Il cibo che ingeriamo è radiattivo da sempre. Nulla di cui preoccuparsi
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In Italia c'è un argomento di cui è difficile parlare, per chiunque faccia divulgazione scientifica: le radiazioni e in generale l'energia nucleare. Questo perchè la paura per le radiazioni è intrinseca nel nostro DNA. No, scherziamo. È perché non si conoscono! Sapete che mangiate cibo radioattivo quasi ad ogni pasto?

Eh sì, si fa presto a dire che le radiazioni sono dannose, anche e soprattutto perché, in generale, lo sono veramente; eppure serve anche imparare a normalizzarle, perchè fanno parte della nostra quotidianità da sempre. Siamo inondati da radiazioni continuamente: la maggioranza (circa il 42%) proviene dal radon, un gas nobile radioattivo che si forma dal decadimento alfa del radio, generato a sua volta dal decadimento alfa dell'uranio. È un gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato in quantità significative (a volte può accumularsi all'interno delle nostre abitazioni) nonchè la seconda causa di tumore al polmone. Oltre a questo, siamo continuamente bombardati dalle radiazioni dei raggi cosmici (circa il 13% della radioattività che subiamo), minerali radioattivi (16%), radioattività di origine artificiale, come TAC, lastre... (soltanto un 20%) ed infine persino il cibo (10%).

Il cibo? Il cibo. Ci sono molti elementi facenti parte degli alimenti presenti nella nostra dieta che esistono in piccola percentuale in una loro versione radioattiva, un differente isotopo. Ad esempio anche la semplice acqua esiste in tre varietà, principalmente. Ossigeno più idrogeno, direte voi. Si ma di idrogeni ne esistono tre versioni: idrogeno 1, idrogeno 2, idrogeno 3 (detto trizio). Il trizio è radioattivo, e tale rimane l'acqua formata da questo isotopo. Una percentuale dell'acqua che bevete è quindi radioattiva, non possiamo farci nulla.

Così come è radioattivo il potassio, per colpa del potassio 40. L'alimento più radioattivo che ci capita infatti di mangiare è proprio la banana, grande fonte di potassio (compreso il potassio 40). È tanto radioattiva che in dosimetria esiste un'unità di misura chiamata "dose equivalente a una banana" (banana equivalent dose, spesso abbreviato in BED). Stesso discorso per l'Avocado.

D'altronde noi stessi siamo radioattivi. Ogni secondo decadono nel nostro corpo dai 6mila ai 12mila atomi di potassio-40 contenuto nelle ossa e di carbonio-14 nelle cellule.

Parlare di numeri rischia di diventare inutile, ma sappiate questo: questa radioattività, quella legata al cibo, è del tutto innocua. Una dose molto (MOLTO) minore a quella a cui, per legge, possono essere sottoposti i lavoratori che hanno a che fare con radiazioni (per esempio un tecnico di laboratorio che opera con il macchinario della TAC). Ma è al contempo utile e importante sapere che c'è, che ci sono fonti di radiazioni intorno a noi. Che non necessariamente radiazione vuol dire immediatamente pericolo. Non sempre.

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