Un ciclo mestruale irregolare può essere causa di una vita meno longeva?

Un ciclo mestruale irregolare può essere causa di una vita meno longeva?
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Da sempre si cerca una correlazione tra la longevità del sesso femminile e la presenza del ciclo mestruale. Molto si è dibattuto sui suoi benefici e sui potenziali rischi, e di recente uno studio ha provato ad aggiungere qualche risposta in più.

È uno dei tabù che ancora energicamente sopravvive in molti paesi e ambienti sociali del mondo. Il ciclo di una donna, le mestruazioni, il menarca, la menopausa: tutte parole che persino oggi molti di noi vogliono, senza ragione, evitare. Questo è stato causa di infiniti problemi e vere proprie sottomissioni del sesso femminile, fin dall’antichità considerato “impuro” e “brutta copia” del corpo maschile. Ad oggi, per fortuna, le cose sono un po’ cambiate, se ne parla con più libertà, ma c’è ancora molto da fare prima di affermare di essersi lasciati alle spalle la “religio” (in latino “superstizione”) che tanto attanaglia questo argomento.

Abbiamo spesso sentito dire che la Donna, nel corso dei secoli (soprattutto in quelli recenti), ha sviluppato una longevità nettamente superiore a quella del Maschio. Stando ai dati ISTAT 2019, la donna italiana ha una vita media di 85.2 anni, mentre l’uomo si ferma soltanto a 80.8 anni. Tra le molteplici cause di questa discrepanza, vi è anche una correlazione con un ciclo mestruale regolare, secondo molti ricercatori.

Uno degli studi più interessanti fu pubblicato nel 2016 dalla University of California di San Diego (UCSD), il quale metteva in luce come – nel pool di donne statunitensi analizzate – quelle arrivate oltre i 90 anni avessero tutte avute un ciclo mestruale molto lungo. La ricerca però, ha anche sottolineato come il mestruo sia sempre da considerarsi un semplice “sintomo” e non una vera e propria “causa efficiente”: essendo fortemente correlato al ciclo fertile e alla riproduttività femminile è chiaro come avere un ciclo regolare e lungo sia sintomo di una persona già predisposta ad un buon stato di salute.

Un ciclo irregolare, o che ha subìto periodi di irregolarità più o meno lunghi, è stato quindi oggetto del recentissimo studio pubblicato su TheBMJ, dichiarando come sia correlato ad una possibile riduzione della longevità. Sono state prese sotto esame ben 79505 donne in premenopausa, di cui nessuna soffriva o ha mai sofferto di malattie cardiovascolari, sovrappeso, cancro o diabete: le donne che hanno riferito di avere cicli mestruali sempre irregolari hanno sperimentato tassi di mortalità più elevati rispetto a quelle con cicli regolari, nella stessa fascia di età.

Ovviamente non c’è da temere per la vostra salute: come abbiamo sottolineato poc’anzi l'andamento non regolare del mestruo può essere sintomatologia di qualche altra complicanza dell'organismo (anche regressa), ed essendo collegato al ciclo riproduttivo e all’equilibrio ormonale nel proprio corpo non è sempre detto che abbia un esito “fatalista”. Lo studio, come stesso affermato dalle coautrici Yi-xin Wang e Mariel Arvizu, avrà bisogno di molte altre ricerche e di molti altri dati prima di poter esser inteso come assolutamente certo, ma rimane comunque un buon punto di partenza per la ricerca.

"Questo studio non dovrebbe essere motivo di preoccupazione per tutte le giovani donne che stanno sperimentando cicli mestruali irregolari, in quanto vi sono molti altri fattori che bisogna poi prendere in considerazione caso per caso”, afferma la scienziata Rachel Tribe del Kings College di Londra, che non è stata coinvolta nello studio.

Si spera però, che con questi dati le donne stesse diventino più consapevoli del proprio corpo, non mostrando timore o vergogna nel raccontare le proprie esperienze (o eventuali problemi) e sottoporsi ciclicamente a controlli di routine, soprattutto per quanto riguarda le “giovani adulte” che sempre di più rischiano di incorrere in malattie cardiovascolari, tumori nelle zone riproduttive e malattie del sangue. Creare una giusta consapevolezza del problema rende il problema stesso meno grave.

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