Cina avvia i test della moneta digitale: emessi 10 milioni di Yuan a 50.000 residenti

Cina avvia i test della moneta digitale: emessi 10 milioni di Yuan a 50.000 residenti
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La moneta digitale è oggetto di discussione da molto tempo poiché ci sono ancora molti dubbi da risolvere riguardo le norme da attuare. In Cina, nello specifico nella città di Shenzhen, è stata però avviata ufficialmente la fase di sperimentazione dello yuan digitale cinese: ecco di cosa si tratta e cosa comporterà per il futuro.

Nel corso della scorsa settimana Shenzhen ha selezionato 50.000 residenti in maniera casuale tra quelli che hanno presentato domanda, dividendo tra loro i 10 milioni di yuan di valuta digitale emessi dal governo tramite lo strumento delle “buste rosse”, create per digitalizzare l’abitudine di regalare denaro sotto forma di pacchetti rossi mediante il portafoglio elettronici dell’app WeChat. Si ricorda però, come detto sopra, che lo yuan digitale non va confuso con le criptovalute in quanto emesso e gestito dalla banca centrale e alternativa legale alla valuta fisica cinese, usata dal governo del Dragone per comprendere meglio come circola il denaro e sostituire i contanti in esaurimento.

Il CEO di Babel Finance Flex Yang ha dichiarato in esclusiva a TechCrunch: “I pacchetti rossi sono un modo comune che abbiamo visto nelle società Internet cinesi per stimolare l'adozione come quello che abbiamo visto con Tencent WeChat e Alipay di Alibaba nei primi giorni, quando questi prodotti sono stati lanciati per la prima volta". La banca centrale si occuperà dell’infrastruttura alla base, dando spazio alle banche commerciali e aziende private per innovare le app.

Shenzhen è solo una di quattro città in Cina ad aver avviato i test della valuta digitale cinese, che hanno coinvolto circa 2 milioni di cittadini iscritti alla lotteria, dei quali solo 50.000 hanno ricevuto 200 yuan da spendere in oltre 3.000 punti vendita al dettaglio. Il prossimo passo della città sarà lanciare una piattaforma di innovazione fintech tramite il suo istituto di valuta digitale, inserita anche nelle misure di sviluppo quinquennali ma non definita in maniera dettagliata nell’annuncio di Shenzhen. Secondo Yang si tratterà di una piattaforma “progettata per consentire alle imprese private e ad altre istituzioni di partecipare a questi progetti di sviluppo del mondo reale o del mercato dei capitali che mirano a aumentare l'adozione del DCEP (Digital Currency Electronic Payment)”.

Potrebbe comunque presentarsi un problema particolare per i possessori di iPhone, poiché dopo il ban di WeChat e TikTok anche l’azienda Alibaba è nel mirino degli Stati Uniti, i quali potrebbero vietare l’installazione delle loro app (compresa dunque Alipay) negli smartphone Apple.

FONTE: TechCrunch
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