Cina al lavoro sulla privacy dei cittadini: nuova legge potrebbe diminuire i dati raccolti

Cina al lavoro sulla privacy dei cittadini: nuova legge potrebbe diminuire i dati raccolti
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La Cina non è tra i paesi noti per una particolare tutela della privacy degli utenti nazionali, anzi l’amministrazione Trump da tempo accusa le aziende del Dragone di spiare sul resto del mondo tramite i loro dispositivi. Eppure, di recente, il Partito Comunista Cinese sarebbe al lavoro su una legge per proteggere i dati personali dei cittadini.

Stando a quanto riportato dal China Daily, giornale portavoce ufficiale del PCC, questa settimana l’organo nazionale responsabile alla sicurezza informatica del paese ha iniziato a raccogliere sempre più informazioni sulla gamma di dati personali degli utenti che le applicazioni per smartphone e tablet, che si tratti di servizi di messaggistica, giochi o quant’altro, possono raccogliere.

L’obiettivo è quello di varare infine una nuova legge sulla protezione di tali dati e della privacy degli utenti, limitando le pratiche di raccolta non solo alle aziende private e agli sviluppatori ma anche tra i dipartimenti governativi. Il giornale del partito ha infatti scritto: “Alcune fughe di informazioni personali hanno provocato perdite economiche per gli individui quando le informazioni vengono utilizzate per truffare l'individuo mirato del suo denaro. Con una tecnologia sempre più avanzata, la raccolta di informazioni personali è stata estesa a informazioni biologiche come il viso di una persona o persino i geni, il che potrebbe comportare gravi conseguenze se tali informazioni vengono utilizzate in modo improprio”.

Secondo la bozza presentata in questi giorni, spesso le app cinesi costringono gli utenti a fornire informazioni personali in eccesso pena il blocco dell’app in caso di rifiuto del consenso. Per questo in futuro i dati che potranno essere raccolti dovranno essere “legali, appropriati e necessari”, ovvero in grado di garantire il “normale funzionamento dell’app” senza inganni o impedimenti da parte degli sviluppatori.

Alcuni di questi dati “necessari” sono la posizione del dispositivo, l’identità reale dell’utente registrato (nei casi di messaggistica, e-commerce, pagamento, giochi e dating), dati bancari se strettamente necessario e stato civile nell’ultimo esempio di app citato. Esistono anche categorie di app in cui gli utenti dovranno poter accedere senza dover diffondere informazioni personali in anticipo, come i casi di live streaming, videoclip, streaming video / musicale, notizie, browser, editor di foto e vari App Store.

Vale la pena notare che, sebbene la bozza fornisca regole chiare per le app da seguire, non fornisce dettagli su come verranno applicate o come saranno puniti i trasgressori. Insomma, sembrerebbe esserci molto lavoro da fare ma, almeno per ora, il progetto di legge risulta già un grande passo in avanti, una vera e propria pietra miliare in un paese preso costantemente di mira da paesi come il Regno Unito e gli Stati Uniti. Consigliamo dunque di leggere integralmente il comunicato del China Daily per maggiori dettagli legali su tale bozza.

Rimanendo in tema di sicurezza informatica, di recente l’attenzione degli hacker si sta spostando verso la “catena del freddo” per la distribuzione dei vaccini per il Coronavirus.

FONTE: Chinadaily
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