La Cina mette al bando le nuove centrali a carbone: svolta epocale?

La Cina mette al bando le nuove centrali a carbone: svolta epocale?
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Il presidente cinese Xi Jinping ha recentemente annunciato all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che la Cina "non svilupperà nuovi progetti energetici a carbone all'estero". Una dichiarazione che ha fatto da subito attivare il sistema bancario cinese. Senza contare che le osservazioni hanno mostrato il calo dell'inquinamento in Cina durante il Covid-19 proprio nel corso del periodo delle restrizioni.

Pochi giorni dopo tali affermazioni, infatti, la Banca Centrale Cinese ha dichiarato di non fornire ulteriori finanziamenti per nuove miniere di carbone e progetti energetici basati su questo elemento inquinante al di fuori della Cina a partire dall'ultimo trimestre del 2021.

Si prevede inoltre che la dichiarazione di Xi Jinping influirà su almeno 54 gigawatt di energia (virtuale) di centrali a carbone sostenute dalla Cina che non sono ancora state costruite. L'archiviazione di tali progetti permetterebbe di risparmiare emissioni di CO₂ equivalenti a tre mesi di emissioni globali.

Questa presa di posizione potrebbe inaugurare una nuova era di sviluppo a basse emissioni di carbonio, ma dipenderà anche da cosa accadrà in quei paesi in cui la Cina ha già investito denaro nell'energia delle vecchie centrali a carbone. Molti di questi luoghi necessitano infatti di nuove infrastrutture energetiche con la massima urgenza.

La Cina quindi come procederà? I finanziamenti non più conferiti ai vecchi progetti verranno reindirizzati alle energie rinnovabili o semplicemente scompariranno?

Un segnale positivo è arrivato nello stesso discorso alle Nazioni Unite, quando il presidente cinese ha indicato che "la Cina intensificherà il sostegno ad altri paesi in via di sviluppo nella produzione di energia verde ed a basse emissioni di carbonio".

La Cina ha già fornito ingenti finanziamenti durante la pandemia e gli investimenti nelle energie rinnovabili hanno costituito la maggior parte (57%) del sostegno finanziario del Paese per progetti energetici all'estero nel 2020, rispetto al 38% del 2019. Senza contare che le osservazioni hanno mostrato il calo dell'inquinamento in Cina durante il Covid-19 proprio nel corso del periodo delle restrizioni.

Pechino ha sostenuto progetti eolici e solari in più di 20 paesi in via di sviluppo dal 2013, tra cui Etiopia e Kenya. Le banche e le aziende cinesi hanno inoltre ampliato i loro investimenti all'estero nelle energie rinnovabili durante l'ultimo decennio.

"Il Regno di Mezzo" ha aiutato molti paesi in via di sviluppo ad aumentare la loro capacità energetica con finanziamenti, tecnologia a prezzi accessibili e consegna rapida dei progetti. Ora però, dopo aver fatto il primo passo per fermare il finanziamento di tutto ciò che ruota attorno al carbone è anche giunto il momento di adottare politiche che supportino le attività all'estero dei suoi sviluppatori di energie rinnovabili.

La strada per un futuro sostenibile è ancora incredibilmente lunga, poiché le emissioni della Cina superano quelle di tutti i paesi, ma questa presa di posizione potrebbe essere l'inizio di una svolta epocale e che tutto il mondo si aspetta.

FONTE: Reuters
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