Anche la Cina raggiunge la supremazia quantistica grazie a Jiuzhang e ai fotoni

Anche la Cina raggiunge la supremazia quantistica grazie a Jiuzhang e ai fotoni
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A poco più di un anno dall’annuncio di Google di avere raggiunto la supremazia quantistica, una delle pietre miliari più importanti e impressionanti nel mondo dell’informatica, anche la Cina ha svelato di avere raggiunto lo stesso traguardo grazie al suo computer quantistico fotonico Jiuzhang.

Come spiegato in un articolo pubblicato nel giornale Science, Jiuzhang – nome dato da un antico testo matematico cinese – è riuscito nell’impresa di eseguire un calcolo particolarmente complesso in soli 200 secondi, contro i 600 milioni di anni circa richiesti da un supercomputer non quantistico.

Rispetto al computer quantistico Sycamore di Google, il quale si basa su minuscoli bit quantistici, Jiuzhang si affida ai fotoni, a 300 dispositivi chiamati beam splitter che dividono in due i raggi di luce, 75 specchi e 100 rilevatori per generare una sequenza di numeri tramite un processo chiamato campionamento del bosone, un modello limitato di calcolo quantistico non universale.

Questo traguardo raggiunto dal gruppo di Jian-Wei Pan alla University of Science and Technology of China è stato definito da Fabio Sciarrino, docente di informazione e computazione quantistica della Sapienza di Roma, come l’inizio di una nuova era computazionale: “Il raggiungimento della supremazia quantistica, che oggi preferiamo definire 'vantaggio quantistico', dimostra che a livello di hardware abbiamo raggiunto il pieno controllo della tecnologia per risolvere problemi altrimenti impossibili. […] Jiuzhang sembra essere una macchina più veloce di Sycamore, se confrontata con i computer tradizionali, ma a differenza della macchina di Google quella cinese non è programmabile per risolvere problemi diversi”.

Tra pro e contro delle rispettive macchine, sarà interessante vedere quale contributo daranno al mondo dell’informatica o anche della fisica, dell’economia e della crittografia nel corso dei prossimi anni.

Di recente una startup chiamata Cerebras Systems ha creato il chip per computer più grande del mondo: chiamato Cerebras CS-1, conta oltre 350.000 core, 1.2 bilioni di transistor e funziona fino a 200 volte la velocità di un supercomputer Joule. Le sue prestazioni, attualmente, non possono essere in alcun modo eguagliate da alcun supercomputer esistente, a prescindere dal numero di processori e GPU in dotazione.

FONTE: Science
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