CO2 trasformata in acqua per ridurre i cambiamenti climatici, il progetto

CO2 trasformata in acqua per ridurre i cambiamenti climatici, il progetto
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I cambiamenti climatici hanno reso il 2018 l'anno più caldo dal 1850, e nonostante l'Accordo di Parigi preveda un rallentamento del riscaldamento globale, evidentemente non sono state adottate le politiche adatte per bloccarli. L'Islanda però ha un piano.

La nazione nordeuropea, da sempre attiva su questo fronte, come dimostrato dal fatto che metà dell'energia prodotta proviene da fonti geotermiche, intende trasformare l'anidride carbonica in acqua frizzante.

La tecnologia è battezzata Carbon Capture and Storage (CCS) ed è promossa anche dalle Nazioni Unite, in quanto è in grado di catturare fino al 90% delle emissioni di CO2 provenienti da fonti di combustibili fossili ed inviarle ad un sito di stoccaggio sotterrano, che di solito è rappresentato da un vecchio giacimento petrolifero, o in alternativa alle falde acquifere saline in modo tale che non entrino nell'atmosfera terrestre.

Alcuni ricercatori ed ingegneri islandesi, affiancati da esperti francesi ed americani, hanno lavorato ad un progetto che applica tali metodi in un progetto chiamato CarbFix. I test sono avvenuti in un enorme impianto geotermico su un vulcano vicino a Reykjavik costruito su uno strato di roccia basaltica porosa formata da lava raffreddata che ha un facile accesso alla fornitura di acqua presente sotto la montagna.

Il team CarbFix ha deciso di utilizzare Hellisheidi come banco di prova per il proprio concept, ma è interessante capire come funziona il metodo.

La centrale elettrica pompa l'acqua vulcanica per far funzionare le turbine che forniscono calore ed elettricità a Reykjavik. Nel frattempo gli scienziati riescono a catturare la CO2 emessa dal vapore della pianta, mentre quella liquida viene trasformata in condensa. a questo punto la sciolgono in grandi quantità di acqua.

Edda Sif Aradottir, in una dichiarazione diffusa per la stampa, ha affermato che questo processo ricorda a grandi linee quello che porta alla creazione della soda. L'acqua infatti viene convogliata verso i pozzi vicini, dove gli scienziati la iniettano nella roccia di basalto a 1005 chilometri sotto terra. Nel momento in cui la bevanda raggiunge la roccia, riempie le sua cavità ed inizia a solidificarsi, grazie alla reazione chimica che provoca la CO2 quando interagisce con calcio, magnesio e ferro, tutti presenti nel basalto.

Nel giro di poco tempo, la CO2 iniettata si mineralizza e rimane per sempre sotto terra.

Il progetto sta già dando i propri frutti: nella fine del 2018, dopo diversi anni test del metodo, il team di CarbFix aveva iniettato circa 43.000 tonnellate di CO2 nel terreno. Il team sostiene di aver ridotto le emissioni totali di Hellisheidi di un terzo, ed il metodo può essere replicato ovunque finchè una fonte di CO2 si trova vicino a formazioni di basalto.

L'unico aspetto negativo è rappresentato dal fatto che il progetto richiede letteralmente tonnellate di acqua. Per ogni tonnellata di CO2 iniettata, gli scienziati di CarbFix devono utilizzare circa 25 tonnellate di H20. CarbFix però sostiene anche che l'acqua può essere fatta circolare e riutilizzata dopo che la CO2 è stata rimossa e gli scienziati l'hanno persino bevuta nel sito di prova.

L'acqua quindi si dimostra essere sempre centrale nelle ricerche correnti. Proprio qualche giorno fa su queste pagine abbiamo parlato del progetto che ha portato alla rimozione del sale.

FONTE: PM
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