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Sul Pianeta Rosso sono stati osservati per la prima volta i "megaripples", enormi onde di sabbia in movimento. Questo fenomeno si verifica anche sui deserti del nostro pianeta e sono costituiti generalmente da sabbia grossolana.

La pesantezza di questi granelli, combinata con i venti molto sottili e deboli dell'atmosfera di Marte, aveva fatto pensare agli scienziati che queste strutture fossero statiche e immobili. Non è così, e grazie a uno studio condotto da Simone Silvestro (pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Planets) dell'Osservatorio astronomico di Capodimonte sappiamo che questo fenomeno su Marte è in movimento.

Confrontando le immagini riprese dalla telecamera HiRISE nell'arco di diversi anni, il team di Silvestro ha scoperto che i megariples marziani "camminano", ma sono molto lenti. Tra il 2007 e il 2016, infatti, i megariples in due siti marziani - il cratere Nili Fossae e McLaughlin - si sono spostati a velocità medie di soli 12 centimetri all'anno, con una velocità massima registrata di 19 centimetri.

I confronti precedenti erano troppo corti, per questo motivo gli esperti non si sono accorti di questo spostamento. "Abbiamo avuto l'opportunità di vederli muoversi perché ora abbiamo più di 10 anni di osservazioni", spiega Silvestro. Tuttavia, queste enormi dune di sabbia potrebbero muoversi grazie a un piccolo aiuto. La vicinanza di dune di sabbia più grandi situate nelle aree del cratere di Nili Fossae e McLaughlin potrebbero aiutare a spostare i megariples grazie alla presenza di dune a grana più fine che forniscono un alto volume di flusso di sabbia.

Senza un tale livello di "scorrimento provocato dall'impatto", altre strutture simili potrebbero non essere in grado di muoversi così tanto, né con la stessa velocità.

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